“A proposito degli Uffizi” (Articolo tratto da Sgarbi vs Capre – Il Resto del Carlino)

A PROPOSITO DI UFFIZI – di Vittorio Sgarbi

Gli Uffizi, che sono il primo museo italiano sono stati coinvolti in una vera e propria “fraudolenta” trattativa tra una fantomatica fondazione giapponese il Fuji Art Museum di Tokio e le principali istituzioni dello stato italiano (Ministero dei Beni Culturali, Magistratura e perfino Quirinale). Con una spesa di alcuni milioni di euro, tra indagini, missioni, mostre, si è fatta rientrare in Italia un’opera amplificata come un capolavoro leonardesco. Si tratta della cosiddetta “Tavola di Doria” un penoso dipinto che non meritava neppure l’alzata di un sopracciglio e poteva tranquillamente continuare a inquinare la pseudo fondazione giapponese, senza scomodare con l’inganno lo stato in un inutile recupero. L’Italia si è prodigata attraverso inesperti assoluti a farla rientrare, ipotizzando quello che il direttore degli uffizi, Eike Schmidt, destinatario della ciofeca (il cui valore non supera i 1.500 euro) definisce “un progetto di collaborazione, che rientra nella strategia di capillare valorizzazione del patrimonio culturale”. Per questo gli Uffizi hanno deciso di sbolognare la ciofeca all’incolpevole comune di Poppi, per esporlo nel Castello dei Conti Guidi. E’ troppo! Dopo una patetica mostra in pompa magna al Quirinale, il penoso trofeo viene proposto a comunità incolpevoli. L’Italia ha promesso al Giappone scambi con opere autentiche di Leonardo, patto che prevede che la grottesca “Tavola Doria” sia esposta fino al 2040 in Giappone per cicli di 4 anni, alternandosi con l’Italia. Non c’è limite all’ignoranza, soprattutto pensando che l’opera, che nulla ha a che fare con Leonardo, invece di essere nascosta, verrà esposta a Poppi per le celebrazioni leonardesche del 2019. Povera Italia. 

(Articolo tratto dallo spazio “Sgarbi v s Capre” inserito all’interno del quotidiano Il Resto del Carlino)

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