PICASSO, FIGURA CHIAVE DEL NOVECENTO CON LE SUE METAMORFOSI

Pablo Picasso, genio poliedrico del Novecento. Cavaliere errante ed istrionico con la sua ricerca debordante e borderline. Ha attraversato il Novecento senza mai concedersi pause ed esitazioni. Il suo è stato un vero e proprio corpo a corpo con la pittura, che non può essere circoscritto o limitato a questo o a quel movimento. Senza alcun dubbio il Cubismo ha rappresentato la sua cifra stilistica più riconosciuta. Picasso dimostra la poliedricità di un artista che sottopone la figura ad una continua e costante metamorfosi camaleontica e trasformista, abbracciando simbolicamente l’intera Storia dell’Arte, dal Primitivismo fino a Manet, in una ricerca dove l’opera d’arte vive un eterno presente.

Io i nasi li faccio apposta storti perché voglio costringere la gente a vedere finalmente il nasospiegava Picasso, provocando l’occhio dello spettatore. Nel 1973 con “Le baiser” azzera il mito romantico e sentimentale del bacio, mostrando quasi esclusivamente i denti e la laringe delle due figure.

Picasso crea e distrugge, non solo scomponendo gli oggetti e le figure, ma parcellizzando il modo di osservare la realtà che ogni volta si modifica in base ad uno sguardo libero e spudorato. “Che tristezza per un pittore che adora le bionde non poterle mettere in un quadro perché non si intonano con un cesto di frutta” dichiarava con sferzante irriverenza.

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