ALBERTO BALLOCCA

Biografia di Alberto Ballocca

Classe ’93, vive e lavora a Torino. Tra il 2008 e il 2009 ho frequentato diversi corsi di Anatomia e Prospettiva, approfondendo alcune tecniche con la grafite e il carboncino, più nello specifico il disegno realistico che tuttora gestisco egregiamente. Nell’arco degli ultimi anni mi sono cimentato in studi di Metafisica e Filosofia, unendo anche la riflessione alla creazione artistica come soggetto da indagine interiore. Ciò che tendo ad esprimere nelle mie opere è sempre una messa in dubbio delle verità assolute, prendendo come spunto la mia interpretazione delle intricate logiche, talvolta nascoste, della Mitologia Antica, rimanendo sempre a metà tra gli studi e l’esperienza diretta dei rapporti sociali. Non ho molto da argomentare nel tentativo di darvi un’immagine chiara e brillante di me, perché ripongo tutta la mia capacità nel dialogo diretto e poi nella sua trasposizione artistica intrinseca. Lavoro su diversi materiali come legno, mdf, vetro, carta, cartoncino, cartone telato, tela e lino. Per la maggiore utilizzo vernice acrilica, bombolette spray, griglie di gomma, spatole, in una continua sperimentazione di nuovi materiali.

 

CONTATTI

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Come definiresti il tuo stile espressivo usando 3 parole chiave e motivandole?
R: Riflessione, Impulsività e Misura. I concetti dietro a queste tre parole riassumono il mio metodo espressivo. Rifletto e studio a lungo un determinato contenuto, dopodiché creo un immagine del quadro in mente, cercando di comporre la sequenza di forme e colori, immaginando di sostituire soggetti e situazioni a forme e colori, il più rapidamente possibile. (Es. I soggetti che sono spesso Dèi, impersonificano un concetto chiave nel senso dell’opera). Cerco così di capire in seguito qual è la verità dietro ad una morale, piuttosto che ad un’idea o molto altro più superficiale o al dire dei più, scontato, riguardo la vita, usando le interpretazioni esterne come misura di contrasto. Trovo quindi un’enorme soddisfazione personale nel fare tutto questo, perché comprendo qual è la misura delle mie capacità. Fin dove posso spingermi per capire se ciò che osservo, o con chi parlo, si mostri per quello o chi davvero è, oppure no, caso in cui, mi limiterei a rispettare il silenzio. Ah, e fondamentalmente, mi diverto tantissimo! Gli strumenti che uso sono vari e dalle molteplici funzioni, diciamo che da questo punto di vista, amo sperimentare con griglie di gomma, spatole e molto altro. Dipingo su carta, legno, vetro, tela, compensato ecc!

D: Una tua riflessione sul concetto di arte cosmopolita;
R: Essendo che la mia passione più grande, nonché fonte da cui attingo per la maggior parte dei miei lavori, è la cultura greca, trovo semplice intuire cosa significa davvero per me questa parola nel contesto dell’arte. La mia arte è di tutti. Potrei riassumerlo così. Al di là dell’interpretazione soggettiva o la critica di qualsiasi mio lavoro, l’etica espressa attraverso la mia ricerca è ricolma di un amore che deve pur voler dire qualcosa di “già sentito” a un altro individuo dall’altra parte del mondo, magari totalmente allo scuro del significato più intrinseco dell’opera stessa. Questo lo affermo sia in veste di artista che di osservatore, e vale a dire che se si riesce a superare la giusta barriera di categoria artistica, si scoprirà molto spesso come il “pattern” di tanti artisti fuoriesce dalla loro più estesa influenza e ispirazione esterna, dando prova dell’esistenza di una verità più grande e magnifica, alla quale solo l’arte, per ora, può darci un limitato accesso!

D: Come stai improntando la tua ricerca artistica in questo anno?
R: Allora, diciamo che potrei articolare la risposta in mille direzioni da un punto di vista stilistico, perché amo sperimentare combinazioni diverse in ogni lavoro, ma a differenza di ciò che facevo in passato, oggi mi trovo a far defluire molti meno contenuti attraverso le mie opere, tra tutti quelli che approfondisco. Così da “obbligarmi” a scremare il volume di cose che voglio trasmettere alle persone e dare loro più spazio alla contemplazione e l’interpretazione personale. Non da meno, devo essere sincero, l’attenzione che nell’ultimo periodo ho riposto nella volontà di vendere le mie opere è stata più intensa, non solo per poter continuare a pagarmi i materiali e quindi produrre, ma per poter far capire a chi come me è in grado di sostenere uno sforzo mentale creativo al massimo, che può ottenere anche un compenso nel farlo!

 

PHOTOGALLERY

DETTAGLIO “METODO ESECUTIVO”: ci tengo a precisare che qualche soggetto delle mie opere, alcuni volti/elementi anatomici degli Dèi greci e altri, sono stati inseriti nella sequenza, semplicemente incollandoli dopo aver realizzato l’illustrazione  a matita e carboncino, scannerizzata e stampata, perché la carta fotografica della stampa mi aiuta a sostenere l’uso di vernici che tenderebbero a far gonfiare la carta normale, quindi eseguo un collage “personalizzato”. In altri casi invece, si tratta di immagini ritagliate per lo più da riviste di moda, ma comunque adagiate su un secondo strato di rinforzo. Inoltre, il termine “tecnica mista” riassume la mistura di strumenti e vernici che uso: acrilici con gomma arabica, bombolette spray, olio (raramente), spatole, griglie di gomma, collage… Uso il phon per far asciugare rapidamente la vernice e vado subito sopra con altri media. Volevo specificarlo nel caso potesse aiutare ad esplicare un’immagine più completa di quello che faccio nel contesto di quello definito neo espressionismo.

 

 

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