ANNA CARLA TRENTINI

Biografia di Anna Carla Trentini

Emiliana Doc, nata a Carpi (MO), ha trascorso i suoi primi 30 anni a Novi di Modena, paese dove ha vissuto la propria infanzia e adolescenza, segnata già da una buona attitudine verso le materie artistiche. Dal carattere esuberante, vivace, estroverso, fantasioso e creativo, ma nel contempo pure timido e schivo, dopo le primarie sceglie di intraprendere un percorso scolastico inerente al settore moda: stilista e modellista, per poi aprire un proprio studio per la realizzazione di stampe per tessuti fino alla realizzazione della produzione sia industriale che dipinta a mano su tessuto e pure sui capi di abbigliamento. In un secondo momento apre una ditta di abbigliamento per bambini, dove cura e realizza le proprie collezioni dal campionario al capo finito. Attitudine per la moda e per il bello e che tuttora l’accompagna nel mondo del lavoro, come commerciante di abbigliamento da donna.

Residente a Spilamberto (MO), dove vive con il marito e figlio, amante degli animali e della natura, dopo diversi anni di pausa, sente l’esigenza di riprendere in mano matite e pennelli, sua latente passione,
con la voglia di rimettersi in gioco con maturità ed ecletticità e con l’ausilio di vari corsi d’arte per migliorare ed affinare le proprie conoscenze sulle varie tecniche artistiche. L’acquerello è stato il primo approccio per riprendere confidenza con il mondo dell’arte e le ha permesso di dare vita a opere di una delicatezza unica e nello stesso tempo di uno spessore davvero incisivo. La curiosità e la voglia di trovare nuovi stimoli, spingono Anna Carla a sperimentare diverse tecniche, con la precisione e la ricercatezza della professionista insita in lei. Dalla biro alla grafite, ai pastelli e varie tecniche miste, fino ai giorni nostri, dove l’olio le ha preso la mano, tecnica che sta ancora sviluppando e sperimentando con il continuo studio, alla ricerca di un proprio stile. Pur non ispirandosi a nessun artista del passato in particolare, adora Dalì e Magritte e non disdegna Andy Warhol. L’arte figurativa è certamente un modo di espressione adatto al suo temperamento ma non disdegna gli astratti per gli impeti le piace dipingere di getto, ma ama anche la rilassata contemplazione per l’esecuzione di un soggetto iperrealistico. Si definisce un artista autodidatta (anche se la parola artista non le aggrada tanto), che porta avanti un suo percorso più che altro per passione, senza grandi ambizioni né velleità , ma con tenacia e determinazione, studio e lavoro per una crescita personale costruttiva mirata alla riuscita e al completamento di se stessa, sfruttando la sua ecletticità e la voglia di rinnovarsi, e perché no…pure come terapia salutare….Dipingere o disegnare è come fare meditazione si va in luoghi lontani e si è in pace con sé stessi. E’ un hobby, tuttavia c’è la volontà e la voglia di riuscire a trovare uno stile personale. Nelle sue opere c’è la capacità di trasmettere emozioni con espressioni estetiche e interiori dal suo stato d’animo.

Dal 2013 ha preso parte a diverse mostre collettive d’arte nel proprio territorio S. Vezzani

2013/2014
Collettiva Amici dell’Arte di Spilamberto (MO)

2015
Collettiva Amici dell’Arte di Spilamberto(MO)
Collettiva  Salotto Agazzotti di Modena
Collettiva Salotto Muratori di Vignola (MO)
Collettiva Arte Guiglia (MO)
Collettiva UTE (MO)
Collettiva Festa dell’Unità di Reggio Emilia

2016
Collettiva Mammut Club di Modena
Collettiva Nonantolarte Nonantola (MO)

2017
Collettiva Monteombraro (MO)
Collettiva Amici dell’Arte di Castelfrancoemilia (MO)
Collettiva Festa della Castagna di Zocca (MO)
Piccola Personale a Rovereto (MO)

2018
Collettiva Festa della Donna Amici dell’Arte di Castelfrancoemilia (MO)
Collettiva 13/05 Arte in Borgo Montecorone di Zocca (MO)
Collettiva 02/06 al 16/06 Galleria Bottega d’Arte (M0)

 

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RECENSIONE CRITICA – a cura di Elena Gollini

È con l’arte e con la passione, che l’animo si apre alla vita, all’amore, alla verità dell’esistenza, ai benefici della creatività. Nell’arte pittorica di Anna Carla Trentini si coglie e si recepisce questo filo conduttore di pensiero, che integra il talento con una dimensione di spiritualità. Nella stesura dei colori e nel tratto segnico del disegno ricerca con la massima accuratezza un risultato espressivo capace di riempire l’animo suo, così come quello dello spettatore, di gratificazione e di profondo appagamento. Usa il colore con calibrata dovizia, infondendo grande importanza alle variabili dei toni e delle sfumature cromatiche e lo considera come una “sigla immancabile” per imprimere vibrazioni e ritmo all’intera composizione e per delimitare con esclusività la sua cifra stilistica.

Le opere sono accomunate dalla poesia del ricordo e del sentimento, che accresce e accentua il suo senso di identità artistica. Da ogni quadro si comprende il piacere e la gioia della creazione intesa come forza motrice propositiva, per sentirsi pienamente attivi a livello umano e per godere appieno del senso di appartenza sociale e collettiva. Anna Carla tramite il lavoro artistico acquista consapevolezza del proprio essere e di un corposo patrimonio emozionale da esprimere, di un background esistenziale da condividere. Nell’esito finale dell’impianto compositivo il traguardo raggiunto è impeccabile, con un ottimo rendimento nella combinazione figurale e nella commistione dei colori e delle varianti chiaroscurali della luce.

Il suo percorso, in costante progressione di ricerca, viene portato avanti con impegno diligente e con seria consapevolezza, senza mai tralasciare e trascurare la sua speciale vocazione con una forma di dedizione fedele e appassionata. Nel tessuto della trama narrativa Anna Carla trasferisce e trasporta il proprio “universo” di vissuto riportandone la memoria nel presente e guardando anche già in prospettiva verso il futuro. Anna Carla è dotata di una personalità affabile, di un’indole positiva e socievole, di una curiosità istintiva verso il mondo e la realtà circostante, guidata da un’acuta intuizione empatica. Questi tratti distintivi caratteriali la supportano e la facilitano nel cogliere gli spunti e i riferimenti giusti da inserire dentro le opere e la sorreggono nel saperli adattare e adeguare, per realizzare immagini di impatto scenico.

La produzione trova il suo elemento di originalità connotativa nell’accostamento alla storica tradizione del figurativo con un incipit di ispirazione alternativo, rivolgendosi verso aspetti formali e semantici, soggettivi e personalizzati. Si dimostra un’artista di moderna impostazione, che ama lavorare e sperimentare in modo autonomo e indipendente. Riesce a sfruttare la versatile vena di fantasia e a concretizzarla dentro i quadri, capendo che il rapporto attivo e compartecipe con quanto ci circonda è alla base della nostra conoscenza e del nostro sapere e che non si finisce mai di mettersi alla prova per imparare a migliorarsi, con lodevole pacatezza e modestia.

A lungo nell’ambito artistico del passato, così come in quello attuale, si è disquisito e dissertato sulla percezione visiva e psichica applicata all’ampia gamma delle tinte e delle sfumature tonali, sulla brillantezza luminosa e la saturazione cromatica, sulle relazioni e le corrispondenze riscontrate nell’indagine interiore. Numerosi studiosi di fama autorevole si sono impegnati nello studio approfondito dei colori in riferimento all’animo umano, non fermandosi soltanto al puro dato oggettivo e alla sua analitica rappresentazione prospettica, ma svincolandosi volutamente dalla mera riproduzione fotografica e descrittiva per entrare nel campo della vera arte ispirata. In questa direzione si canalizza e si convoglia la stimolante ricerca di Anna Carla, che genera e alimenta un’atmosfera di armoniosa fusione tra viaggio reale e viaggio mentale. Il risultato dell’alchemica coesione confluisce in un processo esperienziale variegato, in cui immaginario e realtà convergono e si risolvono nell’atto stesso del fare creativo.

Nei quadri si delinea un sistema di costruzione certosino, dove le raffigurazioni assumono una gamma di connotati simbolico-poetici, dando spazio ad un raffinato lirismo rievocativo. In ogni opera si palesa il senso di autentico e spontaneo stupore, dal quale viene trasportata nell’accostarsi e relazionarsi al contesto circostante, posando e soffermando l’arguto e perspicace sguardo osservatore e conservando intatto nella trasfigurazione pittorica l’intenso pathos che l’ha catturata e coinvolta. Con premurosa attenzione si rivolge al mondo, con rispettoso e delicato garbo si cimenta nell’atto creativo, sostenuta da vibrante tensione emotiva. Lo stile che la contraddistingue nasce da suggestioni concrete, visibili e tangibili che lo spettatore deve saper cogliere in equilibrata assonanza percettiva, producendo un meccanismo di scambio reciproco.

L’acquisita maturità espressiva, bilanciata tra sperimentazione innovativa e memoria del vissuto, viene affiancata dalla sfera sensoriale e dalla spiccata capacità di trovare elementi costitutivi primari, che esaltano nelle coregrafie riprodotte la meraviglia e la gioia di uno spettacolo visionario, nel quale l’amore, la poesia, il sentimento, l’emozione si sono magicamente dati appuntamento tutti insieme.

Il virtuosismo creativo innato di Anna Carla, frutto del dinamico spirito d’inventiva e di rielaborazione pragmatica, si contrappone alla banale e monotona tecnica copiativa producendo uno sfaccettato impianto. Il suo linguaggio narrativo elegante, composto, armonico, coerente, si indulge verso moduli d’espressione nei quali Anna Carla immette in chiave metaforica una sintesi magmatica esistenziale, assemblandone e accorpandone ogni singolo frammento, che entra a fare parte di un racconto omogeneo e unitario impresso nei dipinti.

Si inseriscono una serie di rimandi incrociati tra i dati percepiti e i contenuti sostanziali, sedimentati ai ricordi di vita, congiunti agli echi profondi dell’inconscio introspettivo, che lascia emergere le fantasie e i sogni, in un avvincente “gioco onirico” da condividere con lo spettatore. Perché in fondo tra arte e sogno, come asseriva Freud nel famoso saggio “Il poeta e la fantasia” pubblicato nel 1907 “C’è una sostanziale affinità in quanto entrambi costituiscono un regno intermedio tra la fantasia e la realtà ed hanno altresì ancoraggio ad oggetti tangibili”.

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