DAVIDE BERRETTINI

Biografia di Davide Berrettini

Davide Berrettini è nato a Siena nel 1973, vive e lavora a Siena. Si è formato all’ITIS Tito Sarrocchi di Siena e si è laureato presso l’Università degli Studi di Firenze, facoltà di Architettura con una tesi in progettazione dell’architettura. Lavorando come architetto ha sempre continuato la sua ricerca artistica collaborando con artisti come Pietro Cascella e Mauro Berrettini. Iniziando come fumettista e grafico, ha poi ampliato in senso artistico il suo studio verso l’interazione dell’uomo con l’ambiente, prediligendo un linguaggio astratto. L’elemento che unisce i suoi lavori è il colore, un colore sempre acceso e contrastato, sia che si tratti di acquerello che di acrilico.

Ha partecipato alle seguenti mostre ed esposizioni:

  • Maggio 2015 – Mostra Collettiva “Sogno e Realtà” – Badia a Isola, Monteriggioni, Siena
  • Maggio 2016 – Mostra Personale “Di Sogni e di Chimere…” – Ravacciano, Siena
  • Maggio 2016 – Mostra Collettiva “Un po’ di… SI” – Siena
  • Giugno 2016 – Mostra Personale “Mangiafumetti” – Siena
  • Novembre 2016 – Mostra Collettiva “Percorsi d’Arte” – Poggibonsi, Siena
  • Maggio 2017 – Mostra Collettiva “Un po’ di… SI” – Siena
  • Febbraio 2018 – Mostra Collettiva “L’acqua ed i suoi colori” – Fortezza di Montalcino, Siena
  • Giugno 2018 – Mostra Personale “Fumetti nel Chianti” – Castellina in Chianti, Siena
  • Aprile 2019 – Mostra Personale “Wine in a Bottle” – Firenze
  • Giugno 2019 – Mostra Collettiva “Notte Bianca” – San Rocco a Pilli, Siena
  • Aprile 2020 – Mostra Web “L’arte del Lockdown
 
CONTATTI

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Come definiresti il tuo stile espressivo usando 3 parole chiave e motivandole?
R: Contrasti: amo mettere vicino colori molto forti e diversi tra loro. E’ nei contrasti che si evidenziano le qualità delle cose o delle persone. Sono proprio le differenze nei miei lavori, che interagiscono per sottrazione di colore, con lo spazio.
Tracce: Mi piace pensare che nelle cose con cui veniamo a contatto ogni giorno, a volte quasi senza farci caso, rimanga una “traccia” di noi, del nostro passaggio, e che quel luogo rimanga intriso della nostra soggettività che si sovrappone a quella di tutti gli altri che prima e dopo di noi allo stesso modo vi hanno interagito.
Emozioni: credo che non ci sia arte senza emozione, sia per chi la fa sia per chi la guarda. L’emozione, a mio parere, è una cosa intima e personale e trovo giusto che ognuno trovi le proprie in un opera d’arte.

D: Una tua riflessione sul concetto di vocazione artistica.
R: La vocazione artistica per me è qualcosa che non necessariamente debba sfociare nel creare arte. Ognuno percepisce l’arte con la propria sensibilità ed io stesso per molti anni ho preferito osservare invece di creare, fino a che non ho sentito l’esigenza di raccontare le mie esperienze. “Chi avverte in sé questa sorta di scintilla divina che è la vocazione artistica — di poeta, di scrittore, di pittore, di scultore, di architetto, di musicista, di attore… — avverte al tempo stesso l’obbligo di non sprecare questo talento, ma di svilupparlo, per metterlo a servizio del prossimo e di tutta l’umanità”. (Lettera agli artisti di Papa Giovanni Paolo II).

D: Come stai improntando la tua ricerca artistica in questo anno?
R: La mia ricerca artistica parte dall’osservazione di quello che mi circonda e nell’interazione delle persone con questo. Mi piace soffermarmi su dettagli delle cose, sui materiali di cui sono fatte e sulla tridimensionalità delle superfici. E’ proprio il tatto che ci può dare un ulteriore visione modo di un opera.

 

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