ELISA CAMMERA in arte ELISA BOU

Biografia di Elisa Cammera in arte “Elisa Bou”

Mi chiamo Elisa Cammera, sono nata a Bologna nel 1980, ma ho origini calabresi. Il mio nome d’arte è Elisa Bou da Bouclé per via dei miei capelli ricci. Ho sempre disegnato fin dall’asilo e dopo essermi diplomata all’Istituto d’arte di Bologna ho frequentato per un anno il DAMS con indirizzo Storia dell’Arte, ma non ho potuto proseguire gli studi. Sono sempre stata affascinata dai colori vivaci e dalle atmosfere sognanti e astratte; uso la pittura come terapia di benessere, prediligo le forme aggrovigliate, irregolari, boschi, fogliame, natura, alberi, erba intricata. Ho quasi sempre dipinto con tecniche acriliche, stregata particolarmente dal mondo del Surrealismo e del Pop Surrealismo; per un lungo periodo mi sono interessata alla rappresentazione di figure di bambini e bambine/puppets immersi, appunto, in mondi misteriosi, onirici e fiabeschi in cui l’osservatore può immaginare l’ambientazione.
In questo momento della mia vita mi sto dedicando principalmente ai disegni di nudo femminile, con l’utilizzo di grafite, di acquerelli e pastelli. Adoro le figure sinuose, le anatomie, i corpi nudi o seminudi e per questo cerco di dare un senso di introspezione a questi corpi e visi a volte sfrontati altre volte timidi e laconici. Penso che l’anatomia femminile sia uno dei soggetti più seducenti da rappresentare per l’eleganza e l’equilibrio, mi da un senso di appagamento e tranquillità.

 

CONTATTI

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Come definiresti il tuo stile creativo in tre parole chiave?
R: Come definirei il mio stile creativo in tre parole chiave? Non è semplice rispondere ma le parole che più si avvicinano al mio stile credo siano CALDO, SOGNANTE e DI CONTRASTO.
CALDO perché uso quasi sempre colori caldi e vivaci, anche se il soggetto che rappresento non è particolarmente gioioso, i colori, per me, devono essere brillanti, passionali.
SOGNANTE perché sono molto attratta da questo tipo di atmosfere rarefatte, nebbiose e misteriose in cui lo spettatore può immaginare il contesto e creare una storia personale.
DI CONTRASTO per i colori forti che spesso vanno in conflitto tra loro poiché molto accesi, ma credo che non potrei fare diversamente dal momento che è una predisposizione del tutto naturale.

D: Una tua riflessione sul concetto di ispirazione artistica:
R: Il concetto di ispirazione artistica è altalenante e irrazionale e per quanto mi riguarda vivo fasi in cui sono molto produttiva ed esplosiva ed ho voglia di creare, che si contrappongono ad altri momenti di minore ispirazione.

D: Quali sono gli artisti della Storia dell’Arte che senti più affini al tuo mondo?
R: Cito sicuramente e senza dubbio, Mark Chagall. Le sue opere, infatti, hanno sempre questa atmosfera visionaria che sento molto vicina. Ma sono fonte di ispirazione anche artisti contemporanei come Mark Ryden e Nicoletta Ceccoli: il primo perché partendo da immagini fiabesche ne stravolge il significato e crea in quelle figure un senso del macabro che trovo assolutamente affascinante e visivamente di impatto; la seconda per la dolcezza e la grazia dei suoi personaggi sempre immersi in atmosfere sognanti in cui mi perdo completamente immaginandone le vicende.

 

PHOTOGALLERY

 

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