FABIOLA PERISSUTTI

Biografia di Fabiola Perissutti

Sono nata e vivo in Carnia, terra a nord della regione Friuli Venezia Giulia. Abito in un piccolo ma gradevole paesino di montagna tra le Dolomiti Friulane. L’infanzia è trascorsa, piacevole e spensierata, fra prati e montagne e tra i miei compagni di giochi ho avuto la fortuna di avere l’insolita, e quasi fiabesca, ma a tutti gli effetti reale, presenza di un “bambi” divenuta poi, anch’essa, adulta assieme a me. Ma questa è un’altra storia.
La mia passione per l’arte si è sviluppata negli anni ed è nata un po’ per caso, un po’ per necessità di esprimere ciò sentivo dentro. Ho frequentato un istituto commerciale dove la creatività era praticamente cosa sconosciuta. Ancora oggi, le mie compagne d’allora mi ricordano come a volte, durante le lezioni di economia, diritto, scienze delle finanze, oltre che ascoltare, disegnavo sui fogli degli appunti. A vent’anni ho avuto l’occasione di allestire una piccola mostra in paese con discreti apprezzamenti. Poi il lavoro mi ha “distratta” e portata momentaneamente in altre direzioni. Qualche anno dopo, avrei dovuto inaugurare la mia seconda esposizione ma, al mattino del giorno d’apertura, la vita ha deciso di modificare nuovamente programma. Ho perso mio padre e da lì le priorità, anche in famiglia, sono diventate altre.
La creatività è rimasta nascosta e sopita in un angolo di me che avevo dimenticato. Dopo aver lavorato e vissuto in posti diversi, un mattino ho ripreso quasi per caso i miei colori e, con piacere, ho riscoperto la passione e ricominciato a colorare le mie giornate e, forse, anche quelle di coloro che il mio ‘far arte’ lo stanno apprezzando.

 

LEGGI LA RECENSIONE CRITICA A CURA DELLA DOTT.SSA ELENA GOLLINI

 

CONTATTI

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Come definiresti il tuo linguaggio creativo usando 3 parole chiave e motivandole?
R: Lo definirei un intreccio di “Sensi, Vita e Sperimentazione”.
Sensi, perché mi affido a loro e sono sempre loro a guidarmi e darmi l’input per la creazione di ciò che tento di realizzare. Accade che un profumo, un insieme di colori e forme, una superficie, un qualcosa che non si tocca ma c’è e si percepisce, mi attirino: mi soffermo un istante a guardare, a far entrare ciò che sento nella mia testa e forse nel mio cuore, la elaboro e poi la devo far uscire in quello spazio vuoto che ho scelto o che mi è capitato casualmente tra le mani. Ed è bello vedere come dall’apparente nulla escono l’immagine e l’immaginazione!
Vita, in quanto le esperienze, i luoghi e le persone che ho frequentato hanno inciso, influenzato ed incentivato il bisogno di esprimermi attraverso questo linguaggio e perché, in ogni caso, mi piace tentare di trasmettere quelle sensazioni positive che nella vita esistono, sempre e comunque, nonostante a volte non si riesca a coglierle. Vorrei che da ciò che ritraggo, o disegno, si percepisse il movimento, la vita appunto.
Sperimentazione, considerato il fatto che spesso, semplicemente, mi diverto provando a costruire qualcosa con i materiali più svariati che mi capitano a disposizione nella quotidianità.

D: Nelle tue opere si può ravvisare anche un messaggio sociale per esortare all’amore e al rispetto verso l’ambiente e le bellezze naturali che ci circondano?
R: Credo di sì, e mi piacerebbe se così fosse. Personalmente riesco ancora ad incantarmi di fronte alla grandezza, alle particolarità, alla versatilità del Creato. Osservo panorami e dettagli, più o meno da quarant’anni ormai, eppure li vedo sempre nuovi, belli, ed ovunque sono camaleontici ed affascinanti nel loro cambiare abito a seconda dell’ora o della giornata. Siamo ospiti in questa Terra … e la natura rimane ancora, a mio avviso, ‘l’ambiente più pulito’ in cui ritrovare sé stessi, luogo in cui comunicare in silenzio, posto per ricaricare corpo ma, soprattutto animo.

D: Un tuo commento di riflessione sul concetto di vocazione artistica.
R: Per me la vocazione artistica è la necessità di comunicare in modo diverso in un mondo di parole.

 

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