GIORGIO DE VIRGILIO

Biografia di Giorgio De Virgilio

Giorgio De Virgilio nasce a Torino il 25 febbraio del 1983, la sua passione per il disegno viene fuori alle medie incominciando a leggere i manga giapponesi ed imparando le tecniche di disegno con la china con cui venivano eseguiti, con il tempo anche se il suo ambito lavorativo lo porterà in un’altra direzione, la sua passione per il disegno lo accompagnerà negli anni. Si avvicinerà alla pittura da autodidatta intorno al 1998 con i colori acrilici poi successivamente con le tempere ad olio interessandosi ad artisti come Leonardo per la sua delicatezza, Michelangelo per le sue composizioni ed al suo pittore preferito Caravaggio per la forza delle sue opere. Successivamente legherà un’altra passione alla pittura: il cinema, dalla quale prenderà spunto andando a ricercare quel fotogramma che rappresentasse il momento culmine e facesse trasparire il senso, il sentimento è la drammaticità di tutto il film, oltre al cinema, prenderà ispirazione per i suoi quadri dalla mitologia e dal fantasy fino al 2018 quando incomincerà ad appassionarsi alla scrittura, essendo un assiduo lettore, così nel marzo del 2020 auto pubblicherà il suo primo libro sulla piattaforma di Amazon intitolato “L’Inizio della fine” sempre mantenendo viva la sua passione ed interesse per la pittura seguendo le opere di Rob Hefferan per la sua perfezione.

 

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LEGGI LA RECENSIONE CRITICA A CURA DELLA DOTT.SSA ELENA GOLLINI

 

CONTATTI

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Come definiresti il tuo stile espressivo usando 3 parole chiave e motivandole?
R: Studiato, perché prima di approcciarmi ad un quadro, magari collegato ad un film, riguardo le scene al fine di carpire quel fotogramma che trasmetta, sentimento, drammaticità o stupore, in modo che emerga l’emozionalità del film stesso.
Leggero, perché a volte lascio da parte il concetto di realismo dei personaggi che rappresento, dipingendo in un modo più semplice e fantasioso.
Diretto, perché nelle mie opere cerco sempre di essere più comprensibile nel senso che i personaggi e le situazioni che rappresento siano di facile interpretazione salvo rare eccezioni.

D: Una tua riflessione sul concetto di vocazione artistica?
R: Più che vocazione penso che l’arte sia un bisogno, una necessità di espressione, visto che valica molti confini e può essere mostrata attraverso la musica, la pittura e le varie discipline artistiche. Credo che tutti noi vogliamo far comprendere ciò che sentiamo e trasmetterlo ad altri in un modo o nell’altro, probabilmente l’arte è la massima espressione della nostra anima.

D: Come stai improntando la tua ricerca artistica in questo anno?
R: Oltre a scrivere un altro racconto a cui sto già lavorando vorrei approcciarmi ad altre tecniche come ad esempio la pittura a spatola o all’uso di gesso per dare rilievo all’opera e variare il più possibile per accrescere come artista, dato che negli ultimi anni sono stato sempre ligio ad un metodo, quindi credo che quest’anno sarà dedito alla sperimentazione.

 

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