GIULIA CHIARANZ

Biografia di Giulia Chiaranz

Giulia Chiaranz, per tutti Tati, classe 1992, nata a Genova, da sempre ha mostrato una forte inclinazione e propensione per il mondo dell’arte. Si avvicina inizialmente come fotografa, in seguito come grafica, alla quale si è appassionata studiandola presso l’Accademia di Belle Arti di Genova e che le ha permesso di lavorare per Pitti Immagine e altre aziende di Milano. Ciò che però sicuramente le dà più soddisfazione è la pittura! Le basta una tela bianca, un pennello e un’infinità di tempere sgargianti per immergersi completamente in un’altra dimensione. Ha esposto in alcuni locali genovesi ed è in procinto di esporre in un locale milanese. Con un’opera grafica sarà inoltre presente a Roma in occasione della “Klimt Night” presso la Tag-Tevere Art Gallery. Attualmente la sua maggiore attenzione è rivolta alla pittura tradizionale, e alle opere grafiche ma non è detto che la sua costante curiosità e la sua fervida immaginazione non la portino, in seguito, verso nuovi percorsi e sperimentazioni artistiche.

 

RECENSIONI CRITICHE

I suoi quadri, così eccentrici, vivaci e pieni di vita ci portano subito a immaginare terre lontane, paesaggi incontaminati, illuminati da un sole caldo e a sentire profumi e odori di culture esotiche.
Il tema che domina nei suoi dipinti è dunque il viaggio; viaggiare per conoscere e aprirsi a tutto ciò che è altro. Un viaggio che l’ha particolarmente colpita è il Messico, con quella sua atmosfera magica, quella luce vibrante e quella perenne voglia di festa e allegria! Se non avete ancora avuto la possibilità di andare all’avventura e intraprendere il vostro viaggio, con le sue esposizioni potrete sicuramente iniziare a viaggiare con la mente!
Giulia Baratta

Una passeggiata tra i quadri di Giulia Chiaranz ci trasporta in un mondo sospeso tra sogno e realtà, creato da suggestioni cromatiche che quasi si trasformano in melodie e potenti pennellate che nell’illusione onirica ci conducono in terre lontane o fantasiose, facendo scaturire emozioni sopite. Nota importante del suo lavoro è l’assoluta originalità e la personalissima pennellata che la rendono riconoscibile e quindi unica nel suo genere.
Isabel Almeida

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Se dovessi darti una definizione come artista usando 3 parole chiave e motivandole;
R: Il colore parte da una mia intima necessità di tradurre le mie emozioni più profonde in qualcosa di vibrante, variopinto, che,in qualche modo, possa anche aiutarmi a superare la negatività. I ghirigori richiamano gli atomi che costituiscono ogni cosa e che nel mio mondo sono assolutamente colorati e che forse in questo senso possono richiamare al Puntinismo e in parte all’Impressionismo con la differenza che i miei ghirigori sono ben visibili e non creano quell’illusione ottica che non li rende più percepibili alla visione da lontano. Il Dualismo: è evidente che le mie opere trasmettano un’immediata nota di positività e gioia, ma dietro ad ognuna si nasconde anche l’opposto di essa o così almeno a me piace pensare e così immagino creando il mio mondo. Ad esempio, la savana è il regno del bello, l’immagine della varietà del creato con mille sfumature affascinanti, ma è anche aggressività, lotta per la supremazia e la sopravvivenza. Frida è superamento dei propri limitiamo anche sofferenza, la donna nuda sul prato è riflessione ma anche fragilità e così pure nel mondo incantato delle favole c’è il buono e il cattivo, il meraviglioso e il tenebroso e così via.

D: Hai un sogno nel cassetto che vorresti realizzare nel tuo percorso artistico?
R: Come ogni artista il mio sogno nell’immediato è quello di poter condividere con più persone possibili il mio mondo interiore, poiché solo trasferendone le emozioni ad altri, esso diventa reale, prende vita e si integra con il mondo esterno. A lungo raggio sogno che la mia arte diventi il mio lavoro, la mia occupazione principale senza permettere però che tutto si trasformi in ricerca di solo profitto.
Vorrei che l’entusiasmo di oggi fosse il mio compagno di viaggio sempre. Al di là di tutto questo il desiderio forse più grande è essere un giorno riconosciuta e contraddistinta dalla mia pennellata.

D: Un tuo commento di valutazione generale sul mondo dell’arte attuale e su come muoversi per sviluppare al meglio il proprio progetto artistico;
R: L’arte ha attraversato molte fasi e si è espressa ormai in infiniti modi. I più attuali dei quali sono probabilmente quelli che rompono gli schemi, che trasgrediscono ma, ritenendo che l’arte sia soprattutto un qualcosa che trascende da ogni cosa, periodo storico, attualità, problematiche, denuncia, ecc.,io preferisco tornare ad una pittura più intima, che, se ha temi di attualità, che a volte sono inevitabili, è solo perché sono parte integrante di un contesto più ampio e non ricercati e, pur prendendo spunto da tutte le esperienze passate, nasce spontanea e libera, evolvendosi autonomamente.

 

PHOTOGALLERY

Condividi