GIUSEPPE BOSSA

Biografia di Giuseppe Bossa

Bossa Giuseppe (Napoli 7/06/1947, Napoli 17/05/2018) studia le tecniche ad olio da autodidatta frequentando i circoli dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

Elemento fondamentale dell’arte di Giuseppe Bossa è l’analisi dei paesaggi esistenziali dell’animo umano; le vicissitudini e le gioie che ogni uomo vive nella sua vita terrena in particolare la sofferenza, causa principale di un rigetto per la cattiveria dell’essere umano. Il vissuto dell’artista è caratterizzato da numerose disavventure personali e pubbliche; rapinato innumerevoli volte e minacciato da clan camorristici che volevano in regalo le opere del maestro. L’ultimo furto a Pescopagano dove sono state rubate due feste in miniatura su legno. Parte importante della produzione di Bossa Giuseppe è rappresentata dalle produzioni pittoriche in miniatura, vere e proprie opere realizzate su supporti di dimensione in alcuni casi anche inferiori al centimetro; tale opere erano esposte presso la Gioielleria Monti a Napoli. Morirà il 17 maggio del 2018 a Napoli.

 

Esposizioni e pubblicazioni

  • 1974 – 1° Premio “Artista Emergente” – Afragola
  • Mostre Personali – Hotel Excelsior, Napoli
  • Personale – Pozzuoli. Con il patrocino della Regione Campania
  • Personali a Capri, Parma, Pordenone e Positano
  • 1994 – Personale – National American Gallery
  • 1995 – Personale – Galleria Scarlatti, Napoli. Partecipazione di alcune personalità dell’Accademia di Brera tra cui il Prof. Riccardo Notte.
  • 1996 – Personale – Accademia di Brera, Milano
  • Pubblicazione “Giuseppe Bossa: I colori dell’Arte” (Pubblitaf), pubblicato dal Prof. Notte e il giornalista Genny Bruzzano (capocronista di Napoli Notte e giornalista per il Roma)
  • Ospitata a Canale 21 con Andrea Torino, a cui l’artista  vende l’opera Divinità Sconfitte
  • Ospitata in Rai con Emilio Ravel
  • 2017 – Personale – Conservatorio di Santa Maria delle Grazie, Sorrento (Dopo il ritiro dal mondo artistico dovuto a motivi di salute)

Dopo la morte, l’erede Gennaro Galano porta le opere di Giuseppe Bossa nelle seguenti mostre:

  • 2019 – Video-esposizione  – Canarie. Vince il Premio “Bienal De Canarias”
  • 2019 – Mostra Collettiva “Pro Biennale” a cura di Vittorio Sgarbi – Venezia
  • Video-esposizione “Trofeo Maestri d’Italia” – Firenze
  • Pubblicazione su “Art Now” dell’opera “Mondo Occulto”
  • Mostra Collettiva “Spoleto Arte” durante il Festival dei Due Mondi – Palazzo Leti Sansi, Spoleto. Analisi critica del curatore Salvo Nugnes
  • Video-esposizione “Premio Cultura e Identità” con l’opera “Eurema” preselezionata da Leonarda Zappulla (membro comitato scientifico)- La Spezia
  • Ottobre 2019 – Mostra Collettiva “XII Florence Biennale di Firenze” – Fortezza da Basso

 

RECENSIONE CRITICA A CURA DELLA DOTT.SSA ELENA GOLLINI

RECENSIONI CRITICHE DEDICATE ALL’ARTISTA 1

RECENSIONI CRITICHE DEDICATE ALL’ARTISTA 2

 

CONTATTI

Gestione del curatore Gennaro Galano.

 

INTERVISTA ALL’EREDE GENNARO GALANO – a cura di Elena Gollini

D: Quale concezione artistica portava avanti tuo zio nel suo fare pittorico?
R: Per mio zio il momento più alto dell’arte era quando l’arte e la filosofia diventavano un tutto uno. L’arte è cultura ed è società, proprio dall’analisi della società dei suoi vizi, difetti e mistificazioni nasce il suo processo di produzione artistica. La critica parlava di surrealismo onirico ma io così come lui non lo definirei così, in quanto il sogno non è semplice sogno ma realtà viva concreta; tutte le raffigurazioni esoteriche quali: spiriti, angeli, manifestazioni demoniache o altresì forme che potrebbero sembrare semplici figurazioni simboliche rappresentano la sostanza della realtà in cui si immerge l’immaginario di Giuseppe Bossa. Un immaginario che fonda le sue radici nelle credenze popolari, nell’esoterismo e nel forte attaccamento alla religione incentrato soprattutto nella contrapposizione di bene e male.

D: Quale ricordo più significativo che hai di lui come artista?
R: Il ricordo artistico più significativo è sicuramente il picchetto d’onore ricevuto dall’arma dei carabinieri di Baia Domizia in seguito a una personale, in seguito alla quale mio zio donò una Madonna all’arma.

D: Come intendi mantenere vivo il ricordo del suo pregevole operato nel comparto artistico contemporaneo?
R: Intendo portare avanti il suo concetto d’arte, il suo genio e il suo estro artistico, molto lontano dalla concezione dell’artista contemporaneo volto alla mercificazione dell’arte; lui dipingeva per il puro piacere di creare bellezza e di affrontare la società nella quale viviamo ed è proprio in questa società in cui voglio portare il suo pensiero.

 

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