MAURO MARLETTO

Biografia di Mauro Marletto

Il mio nome è Mauro Marletto. Sono nato a Torino, dove lavoro.
I miei primi interessi artistici spaziano dalla pittura alla musica, interessi che ancora oggi mi accompagnano, poi scopro la fotografia. Il mio interesse per la Fotografia nasce prima in camera oscura con la stampa e poi con la ripresa. In effetti, all’inizio scatto foto più che altro per poter operare in camera oscura, finché un giorno, guardando una rivista con autori famosi, rimango folgorato da un paesaggio di Franco Fontana, e da quel momento il mio approccio alla fotografia cambia. Comincio a vederla dal lato artistico e fotografo per trovare un mio stile personale che mi rappresenti.
Partecipo a qualche workshop e dopo un periodo come amatore, con qualche mostra e alcune pubblicazioni, nel momento di passaggio epocale dall’analogico al digitale, decido di unire le mie conoscenze informatiche a quelle fotografiche per diventare professionista.
Stampo le mie foto a tiratura limitata a getto d’inchiostro su carta Fine Art.

Esposizioni

  • Aprile 2017 – Trieste
  • Luglio 2017 – Museo Bellini – Firenze
  • Gennaio 2018 – Lucca
  • Alcuni dei miei lavori fanno parte del Fondo Malerba per la Fotografia

 

CONTATTI

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Come definisci la tua arte fotografica?
R: I miei lavori, hanno un comune denominatore che nasce dall’osservazione dei segni che il tempo lascia sulle cose e sulle persone. Sono viaggi dello sguardo tra le geometrie e i materiali che formano gli oggetti e le architetture che ci circondano. Attraverso l’immagine fotografica, perdono il loro significato originale e sono in attesa del lento ma inesorabile trascorrere del tempo che li modifica. Oggetti apparentemente inermi, sui quali però notiamo i segni di un cambiamento che diventa chiaro e netto quando ci voltiamo indietro a guardare. Nelle persone il trascorrere del tempo, in alcuni casi, provoca quasi un senso di smarrimento, che io fotograficamente vedo come una perdita di consistenza, mi sembra quasi di vedere intorno a me i miei simili quasi trasparenti. e’ una sensazione d’inquietudine che ci pervade, con la quale però abbiamo imparato a convivere

D: Quali progetti artistici hai messo in campo per il 2018?
R: Per il futuro ho due progetti nuovi a cui sto lavorando che sono la continuazione di quelli già presentati in queste foto, sempre legati alle persone e alle architetture.

D: Come valuti attualmente il comparto della fotografia artistica d’autore a livello nazionale e internazionale?
R: Credo che oggi, stiamo vivendo un buon momento per la fotografia artistica e d’autore, perché nel mondo dell’arte viene accolta favorevolmente sia dai galleristi che dai critici. C’è un crescente numero di media e gallerie che s’interessano alla fotografia. Ci sono sempre stati in passato i fautori del mezzo fotografico come opera d’arte, ma mai tanti quanto oggi ritengono la fotografia come veicolo di idee insieme alle arti classiche, come pittura e scultura. Questo atteggiamento, permette ai fotografi di aprirsi a nuovi orizzonti, identificando l’arte come il territorio perfetto per le proprie immagini. C’è anche una notevole crescita di artisti che utilizzano la fotografia come uno degli elementi del loro lavoro, con le immagini fotografiche che diventano componenti di installazioni performance studiate apposta per la macchina fotografica, modi di pensare ed agire, che vanno in contrasto con l’idea tradizionale della fotografia, che considera la figura del fotografo come un soggetto solitario, che si aggira nella quotidianità alla ricerca dell’immagine forte e decisiva. Si ha l’impressione che nella fotografia contemporanea si siano allargati i confini di ciò che possiamo considerare un oggetto visivo credibile, cioè c’è la tendenza a dare un’importanza artistica ad oggetti e luoghi che normalmente vengono ignorati o trascurati.

D: Quali consigli e suggerimenti daresti a chi vuole intraprendere un percorso nell’arte fotografica?
R: Credo che il fotografo, che si avvicina ad una fotografia di tipo artistico, debba smettere di pensare da fotografo classico, in quanto è un mondo del tutto diverso dalla fotografia tradizionale, ma debba avere un respiro più ampio nel modo di vedere le cose. Deve, secondo me, cercare di mettere in primo piano le idee che sono alla base della fotografia artistica contemporanea prima di prendere in considerazione i loro esiti visivi. Bisogna cioè dare importanza al concetto che si vuole esprimere, il mezzo che si sceglie È solo questione di attitudine.

 

PHOTOGALLERY

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