ROBERTA INVERARDI

Biografia di Roberta Inverardi

Sono nata nel 1971 in Franciacorta e mi sono appassionata sin da piccola all’arte nelle sue varie forme. Nel 1992 ho ricevuto l’attestato di stilista presso l’Istituto di Moda Burgo di Milano. Dopo aver lavorato per diversi anni in uno studio contabile ho deciso di intraprendere un percorso completamente nuovo.

Dipingere è sempre stata la mia passione e ho trasformato il mio hobby in un lavoro. Seguo un percorso creativo che mi porta a sperimentare e affinare varie tecniche artistiche, dall’acrilico all’olio, dal collage al trompe l’oeil, fino a cimentarmi nell’arte digitale.

Ho frequentato numerosi corsi liberi: nel 2010 il corso di pittura presso il liceo Cimabue di Milano, nel 2012 il corso di tecniche pittoriche presso N.A.B.A. Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, dal 2013 al 2015 il corso professionale del Comune di Milano di decorazione d’interni e trompe l’oeil. Dal 2016 al 2018 ho frequentato un corso accademico di Graphic design: due anni intensi ed emozionanti presso la scuola Mohole digital art and communication di Milano dove ho avuto la possibilità di crescere e di dare nuovi spazi alla mia creatività.

Sono una persona curiosa e a ogni traguardo raggiunto ne sogno uno nuovo. Nel 2019 ho iniziato a modellare la ceramica artistica presso la scuola Cova di Milano e durante il lockdown ho frequentato corsi on line di acquerello e fotografia con l’Associazione Spazio Cam di Bergamo.

Cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose e di trasmettere questa sensazione anche nei miei quadri e nelle mie opere.

 

CONTATTI

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Come definiresti il tuo stile espressivo usando tre parole chiave e motivandole?
R: 1. Tridimensionale: Cerco sempre di creare tridimensionalità e profondità per coinvolgere lo spettatore e trasportarlo con l’illusione in uno spazio fisico che attraversa la tela. Nelle mie opere astratte si vedono sovrapposizioni di linee e forme, con strati di colore materici contrastanti che ne aumentano l’intensità e creano profondità e spazio. Nei dipinti figurativi invece creo l’illusione della tridimensionalità attraverso la prospettiva lineare e il gioco del chiaroscuro con luci ed ombre. Immagini e colori che vogliono espandersi, fluttuare, aprirsi.
2. Armonico: Inconsciamente mi ritrovo a rappresentare sulla stessa tela elementi opposti: l’armonia nasce dalla coesistenza degli opposti; gli opposti sono elementi contrari e complementari che costituiscono l’universo sensibile da cui traggo ispirazione. Nell’opera Ordine e disordine, ad esempio, linee casuali vengono troncate da un ben definito contorno bianco nella tela; in Vita rappresento le rocce sedimentarie di arenaria che si trovano in natura con alternanza di strati colorati, ocra, rossi e neri: nella roccia sedimentaria troviamo infatti detriti inorganici ed organici che coesistono insieme. In Amicizia, rappresento un percorso in cui si fanno scelte comuni di dissenso o di approvazione, così i colori intensi come l’oro, il bianco, il nero e il rosso creano tensione ma nello stesso tempo le colate di colore indicano complicità e sintonia. In Fuoco contrappongo il legno ai sassi, in Tramonto l’inferriata si presenta come elemento di chiusura, mentre le farfalle sono libere di volare. In La città con le bolle, i grattacieli di una città ferma e solida sullo sfondo contrastano con l’ondeggiare delle sottilissime pellicole iridescenti delle bolle di sapone.
3. Simbolico: Utilizzo spesso un linguaggio simbolico per esprimere concetti ed emozioni che con le parole necessiterebbero di complesse spiegazioni. Nell’opera La donna in nero ho simboleggiato il tempo che trascorre: il passato, la donna in primo piano, il presente, la farfalla, e il futuro, ovvero la stessa donna che si rivede sullo sfondo della terrazza. Una singolare fotografia scattata in Ladakh dal fotografo Paolo Buffa e poi da me rielaborata, mi ha permesso di trovare il tassello mancante per una composizione che avevo in mente da diversi anni. La donna in primo piano presenta un abito nero, un colore magnetico che racchiude in sé tutti i colori, un abito e un’acconciatura volutamente ricercati per identificare tutta l’esperienza vissuta; ma davanti a lei si apre un grande spazio infinito, un mondo magico ed enigmatico e tutto è fermo, immobile ed in silenzio. La farfalla è il suo presente, leggera e libera, e le indica come la vita continui anche quando qualcosa finisce; tutte le cose crescono, si evolvono e cambiano e la farfalla simboleggia il fatto che si può migliorare e proseguire un percorso, ricordandosi che davanti a sé si manifesta uno spettacolo meraviglioso.

D: Una mia riflessione sul concetto di energia creativa
R: L’energia creativa è una forza interiore che avvolge, un vortice che trascina in un mondo straordinario: così siamo io e la mia opera e il resto intorno svanisce… il tempo e lo spazio si annullano, si annulla pure la stanchezza fisica, finché si arriva all’ultima pennellata di colore… e l’energia si sposta nell’opera rimanendovi per sempre. L’energia creativa mi sottrae alla realtà e mi fa sognare ad occhi aperti nel momento in cui intorno a me esiste equilibrio. Mi ricarico di energia creativa, bellezza ed armonia osservando opere d’arte, leggendo, guardando fotografie, ascoltando musica, o semplicemente osservando persone e cose intorno a me. Sono convinta che la creatività è data dalla combinazione di esperienze e conoscenze, non sempre collegate tra loro, che dopo un lungo lavoro a livello inconscio danno vita ad una nuova originale intuizione, un’illuminazione.

D: Come stai improntando la tua ricerca artistica in questo anno?
R: Vorrei terminare gli studi sulla ceramica artistica che si sono interrotti per il lockdown, continuare con lo studio della tecnica dell’acquerello e dell’illustrazione e perfezionarmi nella fotografia.

 

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