RECENSIONE POST SPETTACOLO AL TEATRO RUGGERO RUGGERI DI GUASTALLA “SMANIE PER LA VILLEGGIATURA” DI CARLO GOLDONI
Certamente il mostro sacro Carlo Goldoni con il suo capolavoro “Smanie per la villeggiatura” si rende più che mai estendibile ad una proiezione prospettiva attualizzabile e attualizzata e diventa un fertile e fecondo espediente e pretesto per compiere un’analisi di approfondimento su più piani e livelli di interazione. Lo spettacolo dal titolo omonimo, messo in scena egregiamente dalla compagnia di attori sul palcoscenico del Teatro Ruggero Ruggeri a Guastalla, diventa così una sorta di riflesso a specchio corrispondente e speculare alle concezioni odierne di costume e alla modalità di concezione contemporanea in merito al tema della villeggiatura, ma ovviamente non soltanto. Lo spettacolo dunque, nella sua spassosa narrazione, oltre a scatenare e alimentare una concatenazione esilarante di rimandi e di richiami tipici della vera autentica arte della commedia e della sua intrinseca lezione di vita (sottesa e insita con subliminale sapiente abilità da parte del genio assoluto magister Goldoni) mette in luce tutta una serie di argomentazioni e tematiche avvalorate da quell’ironia grottesca e paradossale, capace di fare breccia e aprire degli ampi varchi nel pensiero e nella riflessione sociale e collettiva. In primis, il tema portante dell’apparire e dell’essere, dove avviene anche oggi lo scontro tra apparenza ed essenza, tra forma e sostanza, confluendo in una sfera anche spinosa, perché si tocca l’aspetto classista e classificatore. La ricchezza all’epoca del Goldoni equivaleva alla possibilità di esibire un certo status economico e un certo potere sociale e diventava strumento primario di ambizione e ostentazione, di vanità e protagonismo. La società borghese abbiente benestante, aveva un proprio diktat, una propria linea guida e pretendeva una certa considerazione e un certo pregio. Viveva nell’agio con esoso sperpero e con orgogliosa mitomania. Le smanie, anche in riferimento alla villeggiatura, erano sinonimo di una sorta di frenesia e di sfida nell’apparenza, spesso appunto anche a scapito dell’essenza e avevano come conseguenza negativa estrema e ineluttabile la perdita dei valori e dei principi essenziali e necessari nell’evoluzione esistenziale e nella formazione interiore e mentale. Riducendo tutto quanto al materialismo e al superfluo, ai capricci del momento e alle pretese effimere e fugaci e senza reale rilevanza umana, tutto è formato da una pochezza mercificante e massificante e dominato da un senso di banalità. Questo è il fulcro del messaggio saggiamente propugnato dal lungimirante magister vitae et equitum Carlo Goldoni e questo viene riproposto in maniera esemplare attraverso la kermesse teatrale, facendo leva proprio sul canale di facile chiave di accesso e di utile funzione di gradimento e di piacevolezza del genere commedia. Attingendo pertanto dall’humus fertile e fecondo racchiuso e custodito nel climax essenziale dello spettacolo, è interessante soffermarsi sull’intento divulgatore di messaggi significativi sul fronte comunitario, senza tralasciare ovviamente l’aspetto più giocato e ludico della componente recitativa. Accanto alla mondanità passata e pregressa si può improntare un confronto con la cosiddetta movida attuale e odierna e con quell’enfasi troppo spesso esagerata, che diventa stridente con il concetto di educazione civica e di etica sociale. Le smanie di ieri non sono poi così distanti e discordanti con quelle di oggi e questo dovrebbe farci analizzare in maniera realistica e pragmatica tutto quanto il palinsesto collettivo e dovrebbe servire da avvertimento simbolico, perché ci sia una presa di coscienza responsabile. I latini dicevano saggiamente “ex nihilo nihil fit” cioè nulla viene dal nulla e questa citazione dovrebbe completare e integrare come rafforzativo la valutazione di ciò che conta davvero e di ciò che vale davvero la pena di perseguire con volontà, impegno e costanza, cum ratio e conferendo il giusto peso alle esigenze e ai bisogni, che davvero fanno la differenza arricchendo la nostra vita di contenuti significativi e liberandola dalle smanie insensate e immotivate. Ecco, restiamo umanamente non smaniosi! Grazie sempre al magister Carlo Goldoni, che ci ha donato delle spettacolari perle di saggezza con il sorriso nel cuore!
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