DANIEL MANNINI COMMENTA IL COLORE PANTONE DEL 2026

Il Pantone Color Institute ha ufficialmente designato come colore testimonial per il 2026 il Pantone 11-4201, ovvero il Bianco Cloud Dancer. Letteralmente significa “ballando con le nuvole” e rappresenta una sfumatura neutra di bianco, che induce alla calma, alla chiarezza e a un respiro creativo in un mondo pieno di rumori. Il Cloud Dancer, prevedono gli esperti globali di Pantone, è destinato a diventare prevalente nella moda, nella cosmesi, nell’abbigliamento, nel design e anche nell’alimentazione e nell’intrattenimento. Cloud Dancer è come una sorta di tela bianca su cui ricominciare con spirito di rinascita e rigenerazione. È l’invito ad aprire nuove strade e nuovi modi di pensare. Si tratta nello specifico, della tonalità di un bianco più morbido. Non è un bianco puro, non è un bianco tecnico, non è quel tipo di bianco otticamente molto brillante. È volutamente un bianco non sbiancato, un bianco dall’aspetto molto naturale. È un bianco etereo, che sembra sospeso nell’aria. Un neutro radioso e luminoso, che non è mai un semplice bianco qualunque ordinario. È quiete, morbidezza, spazio mentale. È un’esortazione a rallentare a soffermarsi per respirare e rigenerare l’ispirazione creativa. È un bianco, che non abbaglia, ma che avvolge permeante e fluttuante, che trasforma la texture in qualcosa di soffice, sinuoso, levigato, quasi sospeso. Cloud Dancer diventa il colore della calma nel rumore sovrastante e sovraccarico. Questa texture neutra di bianco costituisce una forma di chiarezza rasserenante in un mondo saturo di rumori molesti e assordanti e funge da effetto tranquillizzante in una società sempre frenetica e caotica e consente di riscoprire il valore sostanziale nevralgico di una riflessione silente e silenziosa. Associato a una prospettiva di nuovo inizio, simboleggia anche il nostro desiderio di un nuovo inizio. Si riflette in questa precisa tonalità di bianco in perfetto equilibrio bilanciato tra sfumature calde e fredde. Durante la presentazione ufficiale è stato associato all’immagine di una donna vestita di bianco, che guarda sognante un cielo pieno di nuvole. Ovviamente questo colore cardine del 2026 è orientato a canalizzare anche gli orientamenti a livello artistico e creativo e a imprimere un incipit di stimolo sperimentale di traino. Ecco perché l’artista Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it) ha tenuto a manifestare a riguardo le sue valutazioni e considerazioni durante un’intervista a cura di Elena Gollini.

D: Come valuti in generale la designazione del colore Pantone Bianco Cloud Dancer per l’anno 2026?
R: La designazione del Pantone Bianco Cloud Dancer come colore dell’anno, lo valuto come un monito speranzoso di un nuovo inizio e della ricerca di una purezza che va oltre al semplice punto di vista cromatico ed estetico. L’associazione che percepisco è quella di una visione rivolta verso un futuro di leggerezza in cui ognuno di noi svolga un proprio ruolo all’interno della società verso una proiezione collettiva di salvaguardare la nostra identità a scapito della violenza odierna, che ad oggi è ancora più presente o comunque più percepibile grazie alla fruizione di notizie attraverso i mezzi di comunicazione che, essendo più sviluppati rispetto al passato, fanno risaltare maggiormente la notizia in tempo reale, a una velocità notevole. Per concludere, dal mio punto di vista, questo tipo di bianco può essere un colore rappresenti l’unione e non la distinzione tra esseri umani per il colore, ideologia e stato sociale.

D: Come valuti in generale nell’ambito artistico e creativo l’orientamento fornito da questo particolare colore testimonial?
R: Dal punto di vista artistico ha una sua precisa identità, che lo caratterizza come un colore che può tranquillamente accostarsi a qualsiasi pantone presente. Ha questa componente di eleganza e purezza che può spaziare dalla pittura all’architettura, passando anche per la grafica e la moda, per proiettarsi verso una ricerca di equilibrio, dove acquisisce la sua peculiare qualità, quella di non essere pressante all’interno di un determinato contesto. Inoltre può funzionare come un colore che offre un ritorno alla semplicità, qualità sempre più rara nella realtà odierna, e alla leggerezza mentale, altro tema importante che al tempo d’oggi è sempre più messa in pericolo dalla frenesia e dal consumismo, due elementi che possono condurre a un maggiore stress e ad un disagio collettivo, quando la raffigurazione dello sfarzo e dell’eccesso si rappresentano come punti di arrivo ma difficilmente come una morale positiva.

D: Nello specifico, per il tuo percorso di ricerca sperimentale improntato a una sfera concettuale di messaggi e significati concettuali, in che modo pensi di utilizzarlo e associato a quali altri colori e tonalità cromatiche?
R: Come già avvenuto in passato, l’uso di un determinato colore, associato insieme ad altri per comporre un progetto artistico, ha una sua funzione e una rappresentazione precisa. Credo che questo colore si sposi con colori tenui che possono essere accostati alla varie tonalità di azzurro fino a colori simili al verde acqua, insomma tonalità che fanno concepire un senso di tranquillità e di stacco per gli occhi e la mente. Oltre a questi, può essere accostato anche a colori più vivaci, se voglio rappresentare sensazioni diverse da quelle descritte precedentemente, in quanto il Pantone stesso permette di mantenere un equilibrio cromatico tale da poter essere mutato nella sua natura. Anche all’interno di un lavoro grafico figurativo può configurarsi come terreno fertile di raccolta di immagini che possono essere iconiche o che vogliono raccontare una certa tematica, grazie alla sua capacità di adattamento costante a qualsiasi contesto proposto.

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