I GIGANTI FRAGILI DI DARIO BALLANTINI IN MOSTRA DOPPIA A CITERNA E FIGHILLE
Dal 17 maggio al 30 giugno 2026, Dario Ballantini, instancabile e impavido gladiatore dell’arte, nonché fenomenale imitatore di acclarato talento, si cimenta in una nuova sfida espositiva, che si sviluppa in maniera duplice in zona Perugia, precisamente a Citerna (Sala degli Ammassi) e a Fighille (Piccolo Museo). La mostra, accolta all’interno di questi contesti esclusivi, si intitola “Giganti fragili” facendo
emergere una valenza metaforica di particolare proiezione, che acquista e riveste sfumature simboliche allusive molto interessanti da approfondire. Su questa scia, Elena Gollini, che apprezza e ammira la ricerca creativa di Ballantini, che va sempre oltre la visione puramente strettamente estetica fine a se stessa, ha voluto sottolineare: “Dario da uomo di nobile pensiero e da artista di profondità e spessore di vedute, ha individuato un tassello cruciale e nevralgico, per dare una funzione esistenziale ai contenuti concettuali della produzione esposta in mostra. Sembra quasi una sorta di provocazione dialettica sottile e arguta, rivolta al fruitore, affinché soffermandosi sul titolo possa attivare un approccio percettivo attento e sensibile. I giganti fragili delle sue opere sono la trasposizione e la trasfigurazione di ciò che siamo come entità umane e di ciò che rappresentiamo nella nostra sfera umana. Quella possente robustezza e solidità evocata dall’immagine dei giganti, funge da contraltare alla reale
ed effettiva condizione di fragilità estrema, alla quale siamo sottoposti e alla quale spesso purtroppo soccombiamo senza reagire. In particolare, il senso dell’essere e dell’esistere vengono scaravoltati dando risalto all’apparenza effimera di un benessere materiale, che sovrasta e domina la società. Si vive con una mercificazione costante e continua, che svilisce e mortifica chi non riesce ad essere all’altezza e a stare al passo. Allora, Dario esorta a guardarsi dentro, a trovare nella fragilità un valore cardine e a rivalutare ciò che davvero serve per essere dei giganti, con una forza d’animo scaturita non da ciò che possediamo di materiale e che ostentiamo con presuntuoso esibizionismo narcisista, ma da ciò che edifichiamo in primis in virtù delle qualità intime e interiori, che custodiamo e curiamo come i veri tesori inestimabili della nostra condizione umana“.
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