BARBARA REPETTO

Biografia di Barbara Repetto

Barbara Repetto nasce a Roma il 4 aprile 1963, fortemente attaccata alle sue origini, alla città e a quello che essa rappresenta nella storia dell’umanità. Dopo il diploma di liceo scientifico si iscrive alla facoltà di Architettura e si laurea con una tesi di Restauro Architettonico. Continua i suoi studi post lauream portando avanti una ricerca sulle architetture militari della seconda metà del ‘400 e partecipa a numerosi convegni sull’argomento. Fin da bambina ha una grande passione per il disegno e dopo la laurea e gli studi sul Rinascimento, comincia ad incuriosirsi ed interessarsi di arte contemporanea; la formazione universitaria la rende plasmabile e sensibile ad ogni forma di espressione umana. Prendendo spunto da una frase del grande architetto Le Corbusier, il quale affermava che l’occhio umano è costruito in modo tale da poter misurare il mondo attraverso forme e misure, riconoscendo l’importanza e la validità di tale affermazione, sente il bisogno di portare avanti ed elaborare il concetto secondo la propria personale attitudine. Il mondo dell’architettura è fatto di forme e proporzioni, ma nel mondo dell’arte c’è un elemento in più, il colore, ed è proprio il colore ciò che più la affascina e la spinge verso la pittura. Uno dei primi lavori nasce dall’esigenza di esprimere la forte sensazione provata durante un bagno di gong, nel corso del quale le vibrazioni dello strumento e l’effetto provato sul corpo, dentro al corpo, danno vita a quello che si può considerare l’incipit. Questo lavoro, come tutti quelli che verranno in seguito, è un bisogno di portare a livello concreto e attuato la sensazione di un sentito interiore. Da questo presupposto prende forma una serie di opere in cui si alternano diverse tipologie di soggetti e di tecniche. Fondamentalmente esiste una dualità molto forte tra realtà /razionale e interiorità/istintiva, che viene rappresentata ed espressa in modo nettamente diversificato, come se a dipingere fossero due persone. Esiste la realtà dei corpi e dei volti umani, materici e definiti ed esiste l’altra, che vuole portare al di fuori un sentito interiore fluido ed indefinito, due mondi che convivono in ogni essere umano, che mai saranno in accordo tra di loro ma che, per forza di cose, devono trovare un Modus Vivendi, un compromesso.

(Opera: Saturno/Il viaggio)

 

CONTATTI

 

INTERVISTA DI BARBARA REPETTO – a cura di Elena Gollini

D: Come definiresti il tuo stile espressivo usando 3 parole chiave e motivandole?
R: Non sono sicura di avere uno “stile” espressivo, so per certo che quello in cui mi riconosco non ha a che fare con una maniera di dipingere, nell’accezione comune del termine. Il vocabolo stile espressivo mi riporta indietro agli anni della facoltà di architettura, agli studi sul Palladio, ai trattati sugli ordini architettonici, alla formalizzazione dei canoni classici. Al contrario mi sento lontana dagli schemi, dagli stili, i miei lavori sono il risultato della più assoluta libertà che rivendica il diritto di esprimersi senza vincoli, sprigionata solamente dalla fantasia. Dovendo scegliere tre parole chiave userei i termini ISTINTIVO/ INCONSAPEVOLE/ EMOZIONALE. Sono tre vocaboli con significato diverso ma riconducono sostanzialmente ad un unico concetto. Un modo di dipingere, buttando giù forme e colori, seguendo un moto interiore che nasce dall’esigenza di esprimere, più che un significato o un’idea concreta, un sentimento nella fase della sua formazione, quindi istintivo, che non segue un ragionamento o una logica razionale precostituita, ed è pertanto inconsapevole del suo gesto, portando ad un risultato che esprime un sentimento interiore e genera un risultato emozionale. Tre parole che sono una consequenziale all’altra e, tracciando un sentiero ideale, formano un percorso creativo.

D: Una tua riflessione sul concetto di vocazione artistica;
R: Il termine indica una chiamata, non per altro “vocazione religiosa” è termine usato per indicare il disegno di Dio atto a realizzare se stessi nella propria pienezza. Direi che la vocazione artistica è qualcosa di molto simile, è senza dubbio una chiamata a realizzare se stessi tramite il gesto artistico, qualsiasi esso sia. È un Modus Vivendi, inteso nel senso letterale del termine, una maniera di condurre la vita, fare di ogni esperienza uno spunto di riflessione interiore che genera un sentito, è percezione della realtà interiorizzata e trasformata in quanto vissuta. Vocazione artistica è anche un accordo tra due parti, quella razionale e quella emozionale, tra vita concreta e anima, due mondi che spesso sono fortemente in contrasto tra loro, che per forza di cose devono stabilire reciproche concessioni e trovare una sintesi.

D: Come stai improntando la tua ricerca artistica in questo anno?
R: La ricerca artistica, il modus operandi è generato dal contrasto tra realtà e interiorità. Fondamentalmente si tratta di una riflessione basata sulla densità di questi due mondi così diversi uno dall’altro, dal solido al liquido, dal definito/materico al fluido/schizzato. È L’idea del mondo, intesa come figura, un cerchio disegnato a mano libera, incerto, a volte deformato, limite geometrico costruito dalla propria esperienza, dentro cui stare, ma dal quale anche uscire. Al di fuori del cerchio cose esterne che entrano, da dentro il cerchio cose interne che escono in un continuo scambio di densità che sono molto fluide e indefinite nel loro percorso occasionale, o al contrario molto solide e ben definite, che seguono tracciati certi e ragionati.

 

PHOTOGALLERY

 

ESPERIENZE

Le sensazioni scaturite da esperienze personali, sono lavori eseguiti di getto, a spatola, con colori solidi. Appartengono alla sfera della realtà, rappresentano una reazione soggettiva, intima, al mondo reale.

 

I VOLTI SOLIDI

Sono le persone che si incontrano per via e quelle che non si incontrano, pochi lineamenti solidi a formare identità di uomini e donne, che restano impresse nella memoria.

 

VOLTI IN CERCA DI UNO SFONDO

Sono volti di persone in cerca di una collocazione. In questo momento storico molti sono privati di un appoggio affettivo, economico, sociale, gli uomini e le donne cercano uno sfondo su cui posare la propria esistenza, la propria identità. Sono volti disegnati su carta, ritagliati e incollati su tela.

 

I CORPI FLUIDI

Nascono dalla consapevolezza dei propri liquidi interni, dalle considerazioni personali fatte su se stessa, sono la mappa dei propri tracciati interni che, proprio perché soffiati con una cannuccia, sfuggono al controllo. Di giorno li sentiamo circolare dentro di noi, la notte diventano sogni. Opere realizzate con inchiostri acrilici messi sulla superficie con un contagocce e soffiati con una cannuccia.

 

LE CONTAMINAZIONI ESTERNE

I corpi, i volti, elementi definiti, reali, immersi nella vita di tutti i giorni, colpiti continuamente da contaminazioni esterne che ne modificano la struttura e ne alterano i contorni.

 

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