ELEDA CALANDRIELLO

Biografia di Eleda Calandriello

Fasci di luce, quelli dell’Artista, che, nell’avvolgere colori dalle diverse tonalità ed agili raffigurazioni, sembrano sfiorare lo sguardo ed il pensiero dell’osservatore, donando carezzevoli sensazioni dirette al cuore per volarvi dentro lungo un percorso profondo ed appassionato amore, reso palpabile dalle emozioni provate attraverso una loro visione astratta. Luoghi dell’infinito, le sue rappresentazioni, che, esteriorizzando la magnificenza di un profondo universo interiore, si manifestano con opere materiche di esaltante espressività, facendosi protagonisti di armonici cromatismi che sanno validamente descrivere sentimenti ed emozioni filtrandone e sintetizzandone le sensazioni. Vitree sperimentazioni geometriche, quelle di Eleda Calandriello, scandite da un’attenta ricerca e da un uso accorto della luminosità i cui effetti, con plasticità, accompagnano gli spazi assegnati rifrangendo velate decorative trasparenze e sfumati riverberi nella cui suggestiva limpidezza l’essenzialità della forma viene esaltata dalla purezza della luminosità cromatica realizzata. Elevata caratura Artistica, quella raggiunta dall’Autrice, che sa con valentia esprimere il proprio impulso creativo, fatto di misterica fantasia e caleidoscopica cromia, per oniricamente narrare guizzanti architetture dalle quali traspaiono sentimenti astrattamente animati dal suo stile innovativo. Pitto-sculture, le sue, che sanno scrutare il lontano orizzonte dell’immaginazione attraverso vetri attentamente frammentati e con sapienza composti per ottenere affascinanti raffigurazioni, mettendo in risalto il suo spettacolare virtuosismo che sa sollecitare la curiosità e lo spirito d’osservazione, in un dialogo visivamente percepito dall’esaltante brillantezza creata dall’Artista, celestialmente trasportata dal suo suadente e raffinato immaginato. Tecnica innovativa, la sua, generata da un genialmente strutturato linguaggio artistico libero da vincoli segnici e di forma, in grado di elaborare una nuova grammatica estetica, capace di entusiasmare e di produrre profonde interiorizzazioni, a testimoniare che una poetica contemporanea, come quella utilizzata, può validamente comunicare le emozioni movimentate dalla sensibilità dell’anima, facendone un ascolto simile a quello di voce sussurrata al vento. Arte, dunque, quella di Eleda Calandriello, fortemente pulsiva di delicate suggestioni, i cui stupori, sollecitati da una realtà “altra” fatta di itinerari densi di sensazioni, sono dall’Autrice affidati ad una nuova visione nella quale la creatività si ammanta di esaltanti segni e di entusiasmanti bagliori raccolti nel significativo diario estetico ed etico delle sue opere che non si fermano dalla percezione ma se ne propongono quali sublimi interpretazioni.

Sono nata a Firenze, vivo a Sacrofano in una campagna dalle linee toscane.
Ho due figli oggi ormai uomini.
Ho conseguito Studi Classici, sono Laureata in Scienze Naturali ed in Scienze Biologiche.
I miei primi interessi sono stati scientifici e naturalistici.
Poi lo scenario si allarga ed ascolto la mia anima incantata dalla bellezza della natura, emozioni sempre più pressanti che non sanno trovare espressione.
Un giorno per caso mi trovo vicino alla “Casa Internazionale della Donna”
Leggo un volantino.
“ Corso Lavorazione Vitraux”.
Mi sento chiamata, dentro di me suonano campane a distesa!
E’ in corso una sessione!
Ho una postazione di lavoro!
Scopro che è casa mia ….
Ho conoscenze dentro di me che affiorano, ho confidenza con il vetro e con gli accostamenti dei colori.
E così inizia un’altra esistenza.
Mi formo presso l’Associazione Culturale “ Artiste di Mestiere”
Talora mostre, condivisioni e tanta libertà di espressione. (Eleda Calandriello)

 

LEGGI LA RECENSIONE CRITICA A CURA DI ELENA GOLLINI

 

CONTATTI

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Una tua riflessione sul concetto di vocazione creativa;
R: Vocazione creativa? Un canale interiore dotato di una stazione parabolica che cattura all’inizio segnali indistinti, ma pressanti e che man mano si manifestano attraverso il movimento delle mani e l’uso dei materiali. Il soggetto non sa bene all’inizio dove approderà, ma se il cuore inizia a battere più forte, sa che sta sulla strada giusta. La vocazione artistica per me è uno stato di grazia e di potenza assieme. Essa allinea il proprio essere alle energie circostanti, donando alla fine un senso di grande armonia.

D: Come coniughi il talento artistico al variegato mondo dei gioielli artistici?
R: La realizzazione di un gioiello nasce da un particolare che lo sguardo apparentemente distratto coglie. Io mi muovo sempre in modo istintuale, per cui posso trovare ispirazione da un filo di rame dimenticato che ha una sinuosità che mi chiama. Il filo parla tra le mie mani, mentre entrambi ci muoviamo. Il gioiello deve mantenere una caratteristica di spontaneità e di giocosità. Linee morbide che si compenetrano le une nelle altre.

D: Quali progetti creativi stai portando nel 2019?
R: Più trascorre tempo e più mi rendo conto come il panorama dentro ed attorno a me si amplia.
Sentirmi, sentire, cogliere l’ispirazione e tradurla dall’immateriale al materiale. Riuscire a dar forma al microcosmo interiore con elementi essenziali, sempre più essenziali. Sono attratta dal linguaggio archetipale, segni di grande potenza! Voglio mirare ad un linguaggio semplice ed evocativo per dialogare con chi si approccerà ai miei lavori.

D: Come definiresti il tuo linguaggio espressivo, usando tre parole chiave e motivandole;
R: Istinto. Empatia. Manualità.
Le mie opere nascono da un moto interiore istintuale. Quando arriva l’ispirazione le mie mani si muovono libere. Nasce così pian piano quel che ho dentro. La creazione finale è un allineamento tra la mia energia e l’energia nella quale sono immersa. L’empatia è un processo particolare nel percorso creativo che mi porta a perdere i miei confini e a vivere e a dialogare con i materiali. Vivo la natura degli elementi con i quali lavoro. So che il vetro reagirà benevolmente con il mio taglierino, sento che il rame collaborerà con me nella realizzazione del monile. E’ un dialogo intimo. Rivendico la mia natura di artigiana. Realizzare manualmente tutto il processo creativo mi riempie di soddisfazione. Numerose sono le tappe per realizzare un pannello: progetto, distribuzione sagome sui vetri, incisione, messa in opera con il silicone…. Il laboratorio deve essere vitale nel suo disordine affinché l’occhio possa cadere su un accostamento bizzarro.

 

PHOTOGALLERY

I gioielli sono tutti realizzati nel 2019, con la tecnica tiffany e con il rame.

 

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