MORGANA SAPIENZA

Biografia di Morgana Sapienza

Mi presento. Sono Morgana Sapienza, nata a Catania nel 1996. Fin da quando ero piccola sono stata appassionata d’arte, ricordo ancora quando passavo intere giornate a disegnare o colorare. Per questo motivo ho iniziato gli studi artistici e mi sono avvicinata alla pittura all’età di 15 anni dipingendo donne e paesaggi, e da allora non ho mai smesso. Dopo la maturità, ho studiato pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e ho conseguito la laurea triennale con il massimo dei voti. E’ stato durante gli anni accademici che mi sono avvicinata all’Astrattismo e ad abbandonare via via la rappresentazione oggettiva della realtà, in quanto solo esso è capace di esprimere al meglio la mia interiorità. Durante quegli anni ho scoperto la bellezza della materia, ho sperimentato nuove tecniche, ma in particolare solo una di esse mi ha conquistato. Una tecnica di pittura a rilievo, che ha caratterizzato varie mie opere; ad esempio From the darkness to the light o Lovable rests. Adesso mi dedico pienamente alla mia attività artistica. Ho partecipato a piccole mostre e mercatini nella mia città, ma ho vedute più grandi per la mia arte. Ho venduto le mie opere d’arte in varie paesi d’Europa, come Italia, Germania, Paesi Bassi; per me l’arte è sempre stata una salvezza, un processo di purificazione, un modo per guardarmi dentro ed esprimere tutte le emozioni forti che sento. Attraverso l’arte, do materia ai miei pensieri, alle mie sensazioni, alla mia vita! In particolare riesco ad esprimere pienamente me stessa con l’astrazione e con l’onnipresente uso del rosso. Il rosso è un colore intenso, riflette la vita, l’amore, la passione, la sofferenza e anche la morte. L’arte non mente, ti pone davanti cose che spesso ignori, parla come una sorta di specchio rivelatore.

 

CONTATTI

 

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Come definiresti il tuo stile espressivo, usando tre parole chiave?
R: INTENSO, ISTINTIVO, INTROSPETTIVO. La mia arte è basata sostanzialmente dal solo uso del colore. Non vi è un disegno preparatorio e spesso non vi è nemmeno un’idea di partenza. Il colore dunque è tutto. Definisco il mio stile espressivo “intenso” proprio per l’utilizzo del colore in modo gestuale e talvolta aggressivo. Colori pastosi, ricchi di una forte carica espressiva, energetica. E’ il colore a determinare la resa finale dell’opera. Colori che non passano inosservati, soprattutto il rosso, che è onnipresente in ogni dipinto proprio per la sua potenza coloristica. Il rosso è anche il colore che per me ha una valenza simbolica importante, non a caso è quello che mi rispecchia di più. Il mio stile espressivo è puramente istintivo. L’opera nasce da una sensazione, un’emozione, un pensiero o un sentimento. Sono questi elementi il motore di azione dell’atto creativo. Ammetto che, spesso sono le emozioni negative, il dolore, a maturare i lavori più belli. Per tale motivo ritengo che la mia arte abbia un potere sublimatorio, poiché tramuta il dolore in qualcosa di sublime. E’ un’arte che lascia emozionare, penetrando nell’anima dell’osservatore, difficilmente si può rimanere indifferenti. La mia passione per l’arte, e in particolare per la pittura, è nata soprattutto come un modo per conoscere me stessa e il mio rapporto con il mondo. E’ un continuo viaggio alla scoperta del mio essere, del mio inconscio che si materializza sulla tela, attraverso l’astrazione di segni e archetipi. L’ultima parola chiave che descrive il mio stile artistico è infatti “introspettivo”.

D: Una tua riflessione sul concetto di vocazione artistica;
R: Credo di essere nata per fare arte. La bellezza e la gioia del creare scorrono dentro di me fin da quando ero piccola. Ho iniziato da bambina, quando passavo le mie giornate spesso a disegnare donne , e a colorare. Il colore è stato da sempre ciò che ha attirato maggiormente la mia attenzione. Provavo una passione grande per esso, mentre il disegno non mi è mai interessato particolarmente. Questo era già un segno del mio futuro stile espressivo, caratterizzato dalla pura astrazione. Più che vocazione artistica, il mio richiamo verso l’arte è diventato negli anni un bisogno vitale, essenziale. Non esiste altro modo capace di purificarmi ed esprimermi come la pittura. Questo richiamo deve essere innato, bisogna avere talento, bisogna sentirselo scorrere nelle vene. Mi sento di poter dire, forse con presunzione, di essere un’artista, e non una pittrice della domenica che si cimenta a riprodurre il cesto di frutta che ha in casa. Chi è l’artista se non colui che trasmuta un pensiero, un’emozione in arte?

D: Come è improntata la tua ricerca artistica in questo 2020?
R: Non sto compiendo nessuna ricerca, se non quella di me stessa. Posso dire però che il mio lavoro si basa sulla curiosità di sperimentare nuovi modi di espressione. Quest’anno ad esempio, ho provato ad esprimermi con nuovi colori al di fuori del rosso, del giallo e del nero. Ciò che amo di più è lo studio della materia, del colore che diventa spesso e materico. L’interesse per la materia mi ha fatto sperimentare nuove tecniche per la realizzazione della pittura a rilievo. La mia ricerca artistica è improntata sul mio mondo interiore, sempre.

 

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