MARIÀMI CREAZIONI DI MARIA MICHELA PALLADINO

Biografia di Maria Michela Palladino

Osservando l’eterogenea produzione artistica di Michela Palladino si ravvisa lo spessore derivante da quella dimensione creativa sartoriale, che convoglia sapere e radici passate e al contempo si avvale di spunti e riferimenti innovativi, di una capacità di sperimentazione artigianale moderna, che nasce e si alimenta attraverso una preparazione e una perizia impeccabili e viene stimolata e accentuata da un motore trainante inesauribile fatto di passione e di dedizione. Spesso, purtroppo la moda creativa richiama cliché seriali e standardizzati e diventa una semplice tendenza senza un vero imprinting artistico a monte ed è frutto di improvvisazione. Michela dimostra in toto la sua forza creativa autentica e procede seguendo una pianificazione progettuale precisa. Ogni lavoro nasce da uno studio ponderato ed è pensato per essere indossato in modo molto fruibile e senza particolari sovrastrutture. Ogni pezzo è pensato ad hoc per soddisfare contestualmente l’occhio come impatto estetico immediato, ma anche per gratificare la portabilità funzionale e l’aspetto di utilizzo pratico. Ogni pezzo per Michela diventa come uno scrigno virtuale, che racchiude simbolicamente un mix di componenti compositivi. Da una parte, la pianificazione ideativa e progettuale garantisce un ottimo rapporto di qualità di insieme. Dall’altra parte la vena di ispirazione intuitiva accoglie l’elemento della fantasia e dell’inventiva e lascia emergere quel quid speciale di inedito e di sui generis, che caratterizza ogni creazione e la rende subito accattivante. Per usare una frase di linguaggio comune potremmo dire che la produzione di Michela è riassumibile nella frase chiave di “mai più senza” proprio perché riesce a conquistare da subito e a rendersi assolutamente unica e insostituibile come pezzi jolly passpartout. Per Michela la tendenza moda è qualcosa, che non deve mai condizionare, ma deve ispirare liberamente e con spontanea naturalezza.

“Nella omologazione portata alla globalizzazione la maestria espressa dagli antichi mestieri è da salvaguardare al pari delle opere d’arte” (Carla Fendi).

“Distinguersi nelle scelte è meglio che omologarsi nel mare di un consumismo spersonalizzante” (Carla Fendi).

Maria Michela Palladino nasce nel Cilento. Ad oggi si occupo della gestione dell’azienda agricola di famiglia in Puglia, dove ha aperto un b&b in un antico casolare dell’800, ristrutturato da suo padre. La sua passione principale è la creazione di borse e scatole.

 

CONTATTI

 

INTERVISTA A MARIA MICHELA PALLADINO – a cura della Dott.ssa Elena Gollini

D: Una riflessione sul concetto di arte da indossare;
R: Abbiamo tutti un innato desiderio di unicità. L’abito e il modo in cui lo si porta è senza dubbio uno strumento di comunicazione non solo per noi, ma soprattutto per gli altri. Quello che indossiamo racconta sempre qualcosa di noi, della nostra personalità. L’arte a sua volta è un concetto capace di abbracciare un’infinità di sfumature più o meno opinabili a seconda delle proprie preferenze stilistiche e culturali. Ma forse, una delle conseguenze più dirette ed immediate dell’arte, è quella dello stupore. Quando rimaniamo stupiti dinanzi ad un’opera, un quadro, un oggetto e ne rimaniamo colpiti allora l’espressione che ne deriva è tendenzialmente: “Questa è arte”! Mai nulla di scontato quindi, che non vuol dire sfarzo né eccesso, ma una perfetta combinazione di dettagli e cromie, di materiali e fantasie, può riassumere in parte il concetto di “arte da indossare”. Talvolta, gli effetti più stupefacenti possono nascere per caso, oppure osando un accostamento apparentemente impensabile. Rischio e coraggio, sempre.

D: Una riflessione sul concetto di moda creativa;
R: Il concetto di moda creativa ben si riallaccia a quello dell’arte da indossare. F.F. Coppola diceva che l’elemento essenziale dell’arte è il rischio. “Se non rischi come potrai creare qualcosa di autenticamente bello che non è mai stato visto prima?” Da quando ho iniziato a realizzare scatole in tessuto e borse artigianali mi sono resa conto che è esattamente così. È fondamentale ascoltare il proprio istinto e dare spazio alle proprie idee, anche sbagliando. Le ispirazioni nascono da qualsiasi cosa ci circonda, e si autoalimentano dando vita a prodotti sempre nuovi. Credo che si tratti tuttavia di una sorta di fattore X, perché o si ha la predisposizione naturale o quanto detto finora, crolla. L’artigianalità fa parte non solo della creatività in sé, ma anche dell’unicità di cui sopra. La bellezza di una borsa artigianale non ha valore, la si riconosce. La mia filosofia è quella di creare sempre pezzi che siano unici, perché per principio non riproduco mai lo stesso prodotto due volte. Questo porta all’esclusività che può rendere quella creazione una piccola opera d’arte. Se si seguisse questa filosofia di pensiero per ogni capo di abbigliamento, allora si parlerebbe di moda creativa.

D: Come stai improntando la tua ricerca creativa in questo momento?
R: Non ho mai seguito un filo logico, ne per lo sviluppo delle idee né per la ricerca. Tutto è nato semplicemente per gioco. Poi è arrivata la curiosità, la passione, la consapevolezza di ritrovare in me qualcosa che non sapevo di avere. Non devo sforzarmi per mettere in moto la mia creatività. Mi basta guardarmi intorno, osservare con attenzione, immaginare, provare. A volte sono associazioni di pensieri e cose viste e rielaborate a distanza di tempo nella mia mente, che mi portano a realizzare quella borsa, con quei materiali, con quei colori, in quel modello. Le idee nascono e si nutrono di qualsiasi cosa possa servire a nutrirle. Non esiste una regola, non esiste una logica. Solo la ricerca del bello, dell’emozione, di quell’energia che fa della tua creatività, uno degli aspetti più belli delle tue giornate.

 

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