IL PUNTO DI VISTA DI DANIEL MANNINI SUL FESTIVAL DELLA LETTERATURA EDIZIONE 2026 A MANTOVA

Anche quest’anno, il Festival della Letteratura di Mantova (9-13 settembre) si riconferma senza dubbio un appuntamento ad alto livello contenutistico e sostanziale, capace di catalizzare l’attenzione, non soltanto da parte degli esperti, addetti e operatori di settore, ma anche da parte di una nutrita e variegata schiera di presenza di pubblico, attenta e stimolata dai numerosi incontri ed eventi tematici organizzati in città, all’interno di ambienti e contesti di pregio e di prestigio. Mantova, dunque, riconferma la sua centralità nevralgica di polo nazionale e internazionale, motore trainante di plusvalore fondamentale per la promozione e la divulgazione a livello letterario e culturale. L’edizione 2026 è la 30° edizione e sancisce pertanto una forma di consolidamento ben radicato e ben amplificato e ampliato nel tempo, attraverso figure di spicco e personalità di calibro protagoniste delle iniziative del programma ufficiale. In particolare, per questa speciale edizione trentennale è stato individuato e designato un collegamento portante con i concetti testimonial simbolici di identità e di appartenenza, attualissimi e da sempre canalizzati, indirizzati e orientati a segnare e tracciare delle linee di demarcazione basilari di proiezione nel pensiero sociale e nella prospettiva di visione civica e civile. Due concetti, che in maniera diretta, indiretta o trasversale, hanno indiscutibilmente influito all’evoluzione e allo sviluppo della forma mentis e del modus pensandi e operandi di tutti quanti noi. Ecco perché, a maggior ragione, è prezioso ancora di più questo intento comunicativo incentrato sui significativi messaggi traslati e diffusi attraverso il festival mantovano, con i suoi oltre 330 eventi da calendario e le 340 presenze d’eccellenza tra autori e autrici provenienti da tutto il mondo, accolti nelle piazze, nei palazzi, negli spazi e nelle sedi dove si svolgono gli eventi. Tra gli ospiti illustri di acclarata autorevolezza e competenza Alessandro Barbero, Niccolò Ammaniti, Daniel Pennac, Luciana Littizzetto, Sandro Veronesi, Bianca Pitzorno, Amitav Ghosh, Douglas Stuart, Andrea Wulf e altri nomi di pregevole valenza. Sull’argomento festival mantovano è voluto intervenire per esprimere un suo personale commento riflessivo di elogio e di ammirazione il promettente artista creativo emergente Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it) che ha speso le sue considerazioni rispondendo ad alcune domande rivolte dalla dottoressa Elena Gollini.

D: A tuo parere, in che modo la letteratura contemporanea influenza positivamente l’arte contemporanea e viceversa, in che modo l’arte attuale incide positivamente sull’ispirazione letteraria odierna?
R: La relazione tra queste due discipline è un dialogo ricco e complesso, che si alimenta reciprocamente e contribuisce a sviluppare nuove modalità espressive e di percezione. La letteratura contemporanea si sperimenta con nuovi linguaggi narrativi, strutture e temi, che trovano seguito nelle pratiche artistiche visive e performative, lo stesso per gli scrittori che si ispirano all’arte contemporanea, creando un ponte tra parole e immagini. Il filo conduttore sono le tematiche che riguardano attualità, identità, tecnologia e problemi sociali, stimolando un confronto che arricchisce entrambe le arti. La letteratura può offrire approfondimenti emotivi e concettuali che poi vengono tradotti in opere visive o installazioni, mentre l’arte può fornire spunti che stimolano nuove narrazioni. Numerosi artisti e scrittori contemporanei collaborano a progetti comuni, creando esperienze che superano le categorie tradizionali. La reciproca influenza tra letteratura e arte contemporanea genera un processo di contaminazione e innovazione che arricchisce entrambe le discipline, contribuendo a un panorama culturale più dinamico, inclusivo e stimolante per tutti, oltre ai diretti interessati.

D: Un tuo commento sul tema portante testimonial del festival mantovano 2026, che ruota attorno ai concetti di identità e appartenenza.
R: Il tema portante del festival mantovano 2026, incentrato su identità e appartenenza, rappresenta un invito profondo a riflettere su ciò che ci definisce come individui e come comunità. In un mondo sempre più globalizzato e connesso, queste tematiche assumono un rilievo cruciale, poiché ci invitano a riscoprire le radici, le tradizioni e i valori condivisi che ci rendono unici e riconoscibili. In questo modo, l’evento è un’occasione per esplorare le molteplici sfaccettature dell’identità, dalle storie personali alle identità culturali, anche per rafforzare il senso di appartenenza, creando ponti tra passato e presente. Il testimonial scelto incarna e trasmette questi valori, diventando simbolo di un’identità condivisa e di un senso di comunità che si rinnova nel tempo. E questo credo che sia importante soprattutto per mantenere quel senso di unione che al giorno d’oggi è in pericolo a causa dei conflitti inutili, dove la ragione è spenta in favore dell’ego e della follia di alcuni personaggi che, purtroppo, hanno il potere in questo periodo storico.

D: Un tuo commento sulla citazione emblematica dell’emblematico Daniel Pennac tra gli ospiti d’eccellenza del festival “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”.
R: La citazione di Daniel Pennac, celebre autore e sostenitore della lettura come esperienza di libertà e scoperta, ci ricorda che dedicare il tempo alle cose che amiamo, come l’arte nel mio caso, non solo arricchisce la nostra vita, ma ci permette di viverla più pienamente e scoprire maggiormente il nostro essere. È un potente invito a riconoscere il valore fondamentale delle passioni che arricchiscono la nostra esistenza. Oltre a questo c’è anche un invito a rallentare, a riscoprire il piacere della lettura come un atto di cura e di attenzione verso noi stessi e, di conseguenza, a dilatare il nostro modo di vivere il presente. È un messaggio che sottolinea l’importanza di coltivare passioni che ci nutrono l’anima, rendendo il nostro tempo più ricco e significativo, senza farsi coinvolgere troppo dalla velocità del mondo di oggi.

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