RECENSIONE SPETTACOLO “SCHIZZATE. PICCOLI RITRATTI DI FOLLIA” PRESSO TEATRO DEL FIUME A BORETTO

La follia nella sua articolata, sfaccettata e complessa manifestazione più o meno evidente o celatamente nascosta e velata è intrigante e inquietante al tempo stesso, è dimostrazione di quella ancora e sempre attuale tematica, che implica la dimensione esistenziale ed esistenzialista nella sua multiforme esplicazione e coinvolge quella sfera intima e introspettiva dell’ego umano più recondita e misteriosa, che appartiene al nostro mondo emerso e sommerso, conscio e inconscio. Reputo quindi più che mai interessante e stimolante soffermarmi su questa tematica socialmente funzionale, che di fatto riguarda indistintamente la concezione collettiva e comunitaria femminile e maschile. Lo spettacolo mette in scena con abile capacità narrativa e descrittiva, il concetto di follia, che vede protagonista l’universo femminile, ma che ovviamente si estende e si applica anche in versione maschile, poiché a ognuno è propria quella parte di Yin e Yang, che è connaturata e congenita alla natura umana nella sua precipua mimesi costitutiva originaria perpetrata secula seculorum. Molto coinvolgente lo sviluppo progressivo che rimanda a figure cardine-pilastro della storia e della leggenda, della tradizione e del mito, così come la menzione ad honorem di personalità eccelse come la poetessa dei Navigli Alda Merini, con la sua lucida e straordinaria pazzia creativa e la sua appassionata e magistrale follia artistica, che ci ha lasciato in eredità come patrimonio di sapere e conoscenza, nonché come insegnamenti e lezioni di vita, tramite la sua produzione poetica di valenza inestimabile e ineguagliabile. Molto incisiva anche la menzione di riferimento incentrata sul tema purtroppo sempre più emergente delle violenze domestiche e dei femminicidi, che stanno aumentando sempre più a dismisura, con una ferocia brutale e spietata, sempre più incontenibile e incontrollabile. In questa panoramica, senza dubbio si tratta di uno spettacolo declinato alla funzione di arte per il sociale e si presta a diventare un messaggio, che possiede enorme pregnanza di significato concettuale. Credo, che possa essere davvero un esempio a modello da portare anche come visione nelle scuole e nelle università, perché adesso più che mai ogni intento incisivo è prezioso e pregevole per sensibilizzare l’intera opinione pubblica e soprattutto le nuove generazioni, quei giovani che sono il futuro di domani, un domani dove serve una reale e concreta azione di consapevole cambiamento a livello educativo in primis contro ogni tipo di violenza e di sopruso. Perché, la saggia lungimiranza, che approda al cambiamento passa anche da un quid di follia sana e costruttiva, che scuote le coscienze e scardina gli animi.

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