IL PUNTO DI VISTA DI DANIEL MANNINI SUL SENSO DELL’AMORE IN SCIA CON SAN VALENTINO

Il mese di febbraio, con la ricorrenza celebrativa simbolica di San Valentino del 14 febbraio, è da sempre considerato come il mese degli innamorati e dell’amore, che sottende e include in sé un coacervo di sentimenti e di emozioni in senso ampio e allargato. In una fase epocale come quella attuale odierna, in cui purtroppo sembrano prevalere ovunque sentimenti di odio e di violenza e dove la società sta distruggendo e annientando valori civici e civili basilari, pensare a questa ricorrenza esulando dal discorso strettamente commerciale e superficiale, serve anche per mettere in risalto un messaggio comunitario, traslato all’interno di ciò che rappresenta. Adesso più che mai abbiamo bisogno di diffondere sentimenti positivi e sentimenti amorevoli, senza riserve e senza condizionamenti. Abbiamo bisogno di ritrovare una dimensione di sensibilità percettiva non inquinata, di empatia autentica, che stiamo perdendo a fronte di quanto accade nel mondo e di quanto abbiamo come sfera circostante. Stiamo sprofondando inesorabilmente in una visione di completa indifferenza cinica, di bieca e becera avidità, di squallido menefreghismo egoistico. Tutto scivola e tutto diventa marginale rispetto all’interesse e al vantaggio personale, tutto si riduce a rapporti e relazioni sfuggenti e ingannevoli, frutto di un opportunismo sfrenato e sfrontato. Ecco allora, che recuperare una dinamica di pensiero alternativo su questa festa del 14 febbraio, consente di viverla in maniera alternativa, svincolandosi da qualunque proiezione prospettiva consumistica e acquisendo invece piuttosto una nostra soggettiva valutazione riflessiva di essenza e contenuto sostanziale. Da questa possibilità di plusvalore aggiunto possiamo recuperare un significato non banale e non scontato e trovare una chiave di lettura di profonda intensità emotiva ed emozionale. Se San Valentino diventa un giusto pretesto a livello sociale e collettivo per soffermarsi su quanto bisogno impellente si ha di sentimenti puri e sinceri, allora si può individuare una motivazione saliente da perorare per valida causa. Su questa dinamica di orientamento è stato intervistato nel merito l’artista creativo Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it) con alcune domande mirate e rivolte da Elena Gollini.

D: In che modo la ricorrenza di San Valentino del 14 febbraio può influenzare positivamente per sensibilizzare verso un messaggio amorevole a livello sociale, che prescinde dall’intento commerciale e consumistico e tocca invece sentimenti positivi e puliti?
R: La ricorrenza di San Valentino, se interpretata come un’occasione per promuovere valori autentici e sentimenti sinceri, può avere un impatto positivo sulla società senza essere condizionata dall’aspetto commerciale e consumistico al quale è stato attribuito nell’odierna modernità, senza dimenticare veramente il suo significato e quello che rappresenta. È un momento di elevazione del valore sia dell’amore ma anche dell’amicizia veri, dove il rispetto è alla base di tutto, anche nella stima di se stessi, amando il proprio essere. Non saprei quale modo sia più giusto per dare influenze positive se non con la diffusione di messaggi, gesti e parole gratuite alle persone che comunque hanno bisogno di sentirsi amate, come tutti. Pure i ragazzi credo che abbiano bisogno di essere indirizzati nella giusta visione del sentimento, non solo nella festività ricorrente, ma anche nella loro quotidianità. Far comprendere valori come l’educazione e il rispetto per gli altri senza mai scendere al compromesso della violenza. Dal mio punto di vista, l’esaltazione di questi concetti sono racchiusi all’interno dei dipinti “Le intoccabili” e “Love”, entrambi realizzati nel 2024.

D: Nell’odierna proiezione collettiva, quale potrebbe essere l’opera d’arte, che meglio rappresenta la dimensione di amore in senso più autentico e universalmente condivisibile e perché?
R: Una delle opere d’arte che meglio rappresenta la dimensione dell’amore in senso autentico e universalmente condivisibile è senza dubbio il dipinto “L’Abbraccio” di Egon Schiele, uno degli miei artisti preferiti non solo dal punto di vista artistico ma anche per la sua sensibilità. Sono molto legato a questa opera, perché la volta in cui ho avuto occasione di averla davanti mi ha trasmesso sensazioni che ancora oggi sono rimaste impresse nel mio ricordo, perché è un dipinto che parla di fronte allo spettatore. Esso esprime una forma di amore profonda, genuina e vulnerabile, racchiuso in questo abbraccio dei due corpi nudi che supera le barriere sociali, culturali e temporali. Un valore di connessione tra esseri umani che rappresentano la sincerità dell’intimità umana che tutti noi abbiamo, ma che a volte dimentichiamo di possedere.

D: Trova una frase chiave, una citazione emblematica, che rappresenta il tuo modo di concepire San Valentino e spiega questa tua scelta.
R: “Amare non è guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione” di Antoine de Saint-Exupéry. Ho scelto questa citazione perché rappresenta il mio modo di concepire San Valentino come un momento di condivisione e di crescita condivisa. L’amore, secondo l’interpretazione che posso dare in questa frase, non è solo un’attrazione o un sentimento individuale, ma un percorso comune in cui due persone si supportano e guardano nella stessa direzione, costruendo un futuro condiviso. Questo approccio valorizza l’importanza della complicità, della comunicazione e della visione condivisa di un amore duraturo che non conosce altro che la parola amore. Credo che non ci sia altro da aggiungere, perché bastano le semplici parole che compongono la citazione per racchiudere il tutto.

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